In Corea del Sud, una nuova tendenza sta guadagnando terreno tra i giovani per affrontare lo stress e la solitudine: le “Pet Rocks”. Si tratta di ciottoli lisci dipinti con occhi, naso e bocca, che diventano compagni di confidenze o addirittura animali domestici di cui prendersi cura. Ma cosa si nasconde dietro questo fenomeno diventato virale sui social?
L’origine delle “Pet Rocks”
La storia delle “Pet Rocks” ha radici curiose. Originariamente, negli anni ’70, Gary Ross Dahl le concepì come un semplice scherzo che lo portò a diventare milionario. Le pietre, vendute in scatole bucherellate e accompagnate da istruzioni per la cura, erano pensate come regalo divertente. Tuttavia, oggi la tendenza ha assunto una nuova connotazione, diventando un modo per simulare rapporti e cure.
Un aiuto contro la solitudine
Per molti Millennials sudcoreani, le “Pet Rocks” rappresentano un aiuto per affrontare i problemi quotidiani. Persone come Koo Ah-Young, 33 anni, hanno trovato nel rapporto con una pietra un modo per mitigare la solitudine e lo stress. Ah-Young, trasferitasi a Seul per lavoro e priva di amici nella nuova città, ha trovato conforto nell’adozione di una “Pet Rock” di nome “Bang-bang-i”. Questo fenomeno potrebbe trovare le sue radici nella tradizione di raccogliere pietre, ma va oltre, riflettendo l’alienazione e l’ansia sociale dei giovani sudcoreani.
Una risposta al burnout lavorativo
In Corea del Sud, dove il successo professionale è fondamentale, il superlavoro è la norma. Con una settimana lavorativa di 52 ore e alti livelli di stress legati alle prestazioni lavorative, il burnout è comune. Qui, le “Pet Rocks” diventano un antidoto simbolico contro il sovraccarico lavorativo e un modo per trovare conforto in un ambiente stressante. In un contesto dove anche la più piccola delle cose può diventare un simbolo di conforto e compagnia, le “Pet Rocks” offrono un modo semplice ma significativo per affrontare le sfide della vita moderna.

