Kaja Kallas e la via delle armi per la difesa dell’Europa: “Dobbiamo superare la produzione di Russia, Iran e Corea del Nord”
La nuova Alta rappresentante dell’UE per la politica estera affronta il Parlamento europeo: “L’Ucraina deve vincere. Su Trump? Ci parlerò, ho già contattato J.D. Vance.”
La priorità di Kaja Kallas, ex premier estone scelta dai capi di Stato e di governo come nuova Alta rappresentante dell’UE per la politica estera, è chiara: l’Ucraina deve vincere la guerra contro la Russia. Questa affermazione, espressa con fermezza davanti al Parlamento europeo, sottolinea la necessità non solo di resistere all’aggressione russa ma di prevalere. Se l’Ucraina dovesse soccombere, il rischio è di incoraggiare l’espansionismo di Vladimir Putin in Europa. Questa posizione si contrappone a una visione che potrebbe emergere in Occidente, soprattutto dopo la rielezione di Donald Trump negli Stati Uniti. Cresciuta in Estonia, paese che ha vissuto l’occupazione sovietica, Kallas sente come urgente la minaccia russa. “La vittoria dell’Ucraina è una priorità per tutti noi,” dichiara. “Il campo di battaglia presenta difficoltà, perciò è fondamentale continuare a fornire supporto militare e umanitario, giorno dopo giorno, fino a quando sarà necessario.”
Un messaggio che rassicura il governo di Volodymyr Zelensky, preoccupato per un possibile ridimensionamento del supporto occidentale. Kallas esorta l’Europa a rimanere al fianco dell’Ucraina, aggiungendo che “tutto questo impegno deve essere accompagnato da un percorso chiaro per l’adesione dell’Ucraina all’UE.” L’Europa, quindi, non difende solo la propria sicurezza ma anche i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e dai Trattati europei.
Una sfida geopolitica e la necessità di un riarmo europeo
Secondo Kallas, la minaccia contro l’Occidente è una sfida geopolitica cruciale, guidata da quattro potenze revisioniste: Russia, Cina, Iran e Corea del Nord. Anche la Cina rappresenta un concorrente sempre più aggressivo, soprattutto per le dipendenze commerciali dell’Europa. Iran e Corea del Nord, intanto, hanno già fornito sostegno militare alla Russia nella guerra contro l’Ucraina. La preoccupazione di Kallas è che l’Europa stessa potrebbe essere bersaglio di future aggressioni: “Trasformiamo la paura in azione. Non possiamo permettere che Russia, Iran e Corea del Nord producano più munizioni di quanto faccia l’intera area euro-atlantica. Dobbiamo investire per superarli.”
La pace, la prosperità e la libertà europea sono strettamente legate alla sicurezza, e per Kallas questa si ottiene dotandosi di armamenti adeguati. “Il mio piano per la produzione di un milione di proiettili in Europa per l’Ucraina ha finalmente raggiunto il suo obiettivo, anche se in ritardo,” afferma Kallas, riferendosi a una delle sue iniziative militari avviate durante il mandato di premier in Estonia.
L’impatto della rielezione di Trump
Alla domanda sul futuro delle relazioni con gli Stati Uniti, soprattutto con la prospettiva di un secondo mandato di Trump, Kallas appare cauta ma determinata. Rivela di aver già avviato contatti con il futuro vicepresidente J.D. Vance e di voler dialogare anche con il team di Trump. “Europa e Stati Uniti restano alleati forti e dobbiamo rimanere uniti,” sottolinea, evidenziando l’importanza di mantenere allineate le priorità su entrambe le sponde dell’Atlantico. “Se gli USA sono preoccupati per la situazione nel Mar Cinese meridionale, devono essere altrettanto interessati alla nostra risposta in Ucraina.”
La pace in Medio Oriente e il ruolo dell’UE
Non solo Russia e Ucraina: Kallas dimostra attenzione anche verso il Medio Oriente, ribadendo la posizione europea su un conflitto che si protrae da oltre un anno. “Il mio cuore è vicino a tutte le vittime in Medio Oriente. Gli Stati membri sono uniti su quattro punti fondamentali: cessate il fuoco immediato e rilascio incondizionato degli ostaggi; massima moderazione da tutte le parti; supporto umanitario continuo; e l’impegno a una soluzione a due Stati che garantisca l’autodeterminazione dei palestinesi e la sicurezza di Israele.”
L’intervento di Kallas si estende a tutte le aree di crisi strategiche per l’UE, dal Mediterraneo all’Africa fino all’Indo-Pacifico. Dopo l’audizione, i gruppi politici decideranno sulla sua nomina come responsabile della politica estera europea, con un mandato di cinque anni accanto a Ursula von der Leyen.

