La nave Comandante Bettica, pattugliatore d’altura della Marina Militare Italiana, è in transito verso il porto di Santa Cruz de Tenerife, dove effettuerà una sosta operativo-logistica nei prossimi giorni. La sosta rappresenta una tappa intermedia della missione che la vedrà impegnata, per tre mesi, nel Golfo di Guinea, una delle aree marittime più strategiche ma anche più insidiose del continente africano.
Una missione tra sicurezza e cooperazione
Salpata dall’Italia lo scorso 1° aprile, la nave è diretta verso le coste dell’Africa occidentale per una missione internazionale focalizzata su cooperative security, formazione congiunta con le marine africane rivierasche, e attività di contrasto alla pirateria marittima, fenomeno che continua a minacciare la navigazione commerciale e la sicurezza regionale. Non mancheranno inoltre interventi umanitari a sostegno delle popolazioni locali.
L’obiettivo della Marina Militare è duplice: da un lato, rafforzare la presenza strategica dell’Italia in un’area cruciale per le rotte commerciali globali; dall’altro, promuovere relazioni bilaterali con i Paesi africani attraverso iniziative di addestramento, capacity building e cooperazione tecnico-militare.
Santa Cruz de Tenerife: tappa strategica alle Canarie
Nave Bettica attraccherà presso la darsena Los Llanos, ribera rampa fija L-1B, nella zona commerciale del porto di Santa Cruz. La scelta di Tenerife come scalo tecnico non è casuale: l’arcipelago canario è un punto logistico nevralgico per i traffici navali tra Europa, Africa e le Americhe, e rappresenta una piattaforma perfetta per rifornimenti, manutenzioni e rotazioni d’equipaggio.
Durante la sosta, sono previste anche attività di pubblica informazione, incontri istituzionali e possibili visite a bordo da parte delle autorità locali.
La nave “Comandante Bettica”: tecnologia, versatilità e prontezza
Varata nel 2008 e consegnata alla Marina Militare nel 2009, nave Comandante Bettica è la seconda unità della classe “Comandanti”, progettata per operazioni costiere e d’altura con una spiccata versatilità d’impiego. Lunga circa 88 metri, con un dislocamento di oltre 1.500 tonnellate, è dotata di sistemi radar e sensori avanzati, ponte di volo per elicotteri leggeri, e può ospitare un modulo sanitario per emergenze umanitarie.
La nave prende il nome dal Capitano di Corvetta Angelo Bettica, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, caduto durante la Seconda guerra mondiale per aver salvato decine di prigionieri a bordo del piroscafo Oria, affondato nel Mar Egeo nel 1944.
L’impegno dell’Italia in Africa occidentale
La missione della Bettica si inserisce in una strategia più ampia di presenza navale italiana nelle aree a rischio, supportata anche da altre iniziative militari e civili nel continente africano. Il Golfo di Guinea è uno snodo fondamentale per il commercio energetico e alimentare europeo, ma è anche una delle aree più colpite da attacchi pirata, traffico di armi e tratta di esseri umani.
Nel contesto della “Maritime Capacity Building”, l’Italia offre supporto formativo e logistico alle forze navali africane, promuovendo stabilità e sicurezza nelle acque internazionali.

