L’Italia e la Spagna sono in prima linea negli investimenti in intelligenza artificiale (IA) nell’Unione Europea, affrontando sfide significative come barriere normative e carenza di professionisti qualificati.
La prossima generazione dell’UE ha destinato 4.400 milioni di euro a iniziative di IA, riconoscendo il ruolo cruciale che l’IA sta giocando nel panorama economico globale, guidando l’innovazione in vari settori.
Si prevede che l’IA e la robotica insieme porteranno alla creazione di circa 60 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2025, sottolineando l’importanza della digitalizzazione per stimolare la crescita economica.
Tuttavia, nonostante queste proiezioni ottimistiche, persistono ostacoli come la lenta adozione dell’IA in settori critici come la sanità e l’amministrazione pubblica.
La Commissione Europea ha fissato obiettivi ambiziosi per il 2030, mirando a garantire che il 90% delle PMI dell’UE raggiunga almeno un livello base di intensità digitale e che il 75% delle imprese dell’UE adotti tecnologie come il cloud computing, l’intelligenza artificiale e i big data.
Le strategie di investimento in IA variano tra gli Stati membri dell’UE. L’Italia e la Spagna si distinguono come leader negli investimenti in IA, con la previsione di investire rispettivamente 1.895 e 1.200 milioni di euro in progetti di IA, costituendo insieme il 71% del totale degli investimenti in IA del meccanismo di recupero dell’UE.
Quest’analisi mette in luce la variazione nell’investimento in IA in Europa, evidenziando la leadership dell’Italia e della Spagna in questo ambito cruciale per il futuro tecnologico.

