Non solo lupi. La Lega amplia il fronte degli animali “scomodi” proponendo un emendamento al disegno di legge Maran, che riforma la storica legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica e la regolamentazione della caccia. Tra gli obiettivi del partito ci sono ora anche specie considerate invasive o dannose per l’agricoltura, come i parrocchetti verdi — ormai presenza abituale nei cieli di Roma e di molte città italiane — e i piccioni, da tempo parte integrante del paesaggio urbano.
Una proposta nel nuovo ddl sulla fauna
L’emendamento, legato al ddl sottoscritto dai capigruppo di maggioranza al Senato, è stato presentato alle Commissioni Ambiente e Agricoltura e sarà discusso a partire da settembre, dopo la pausa estiva. Tra le modifiche proposte, si prevede l’estensione delle specie soggette a contenimento, attraverso piani di abbattimento selettivo.
Piccioni e danni alle colture
A motivare la proposta è Francesco Bruzzone, responsabile del Dipartimento fauna selvatica della Lega, che sottolinea l’impatto economico dei piccioni sulle colture. «Non si nutrono di erba, ma di sementi — spiega — e quando un agricoltore semina un campo di riso, arrivano a centinaia e distruggono tutto, costringendo a riseminare». L’intervento, precisa Bruzzone, non riguarderebbe le specie autoctone selvatiche — oggi rare — ma solo i piccioni “urbani” e inselvatichiti.
Specie aliene sotto osservazione
Oltre ai piccioni, la lista delle specie problematiche include nutrie, ibis sacro e parrocchetti monaco, tutti animali non originari del territorio italiano che si sono riprodotti senza controllo, spesso dopo fughe da zoo o liberazioni accidentali. «La comunità scientifica e l’Unione europea sono chiare: queste specie invasive vanno rimosse», ribadisce Bruzzone. Gli esemplari, come nel caso dell’ibis sacro, mettono in pericolo la biodiversità locale e generano danni ecologici ed economici rilevanti.
Chi se ne occuperebbe e come
Il piano non prevede il coinvolgimento diretto dei cacciatori, ma l’intervento di personale qualificato, come le forze di polizia, le polizie provinciali o il Corpo forestale, eventualmente supportati da operatori esperti. I metodi proposti spaziano dalla cattura tramite reti o trappole fino all’abbattimento con armi da fuoco, solo se strettamente necessario.
Richiesta di intervento anche dall’Europa
Anche Anna Maria Cisint, eurodeputata della Lega, ha lanciato un appello: «I nostri agricoltori non possono più sopportare perdite causate da specie invasive come i piccioni, che compromettono la semina e la raccolta di colture sensibili». La parlamentare sottolinea come il disegno di legge rappresenti una concreta opportunità per rispondere agli obblighi europei in materia di controllo delle specie alloctone, che — secondo la Commissione — comportano costi superiori ai 12 miliardi di euro l’anno per l’UE.

