Il Texas si prepara a una svolta legislativa che sta facendo discutere: tutte le aule delle scuole pubbliche dello Stato potrebbero presto essere obbligate ad esporre i Dieci Comandamenti. Il Senato ha già approvato il provvedimento, promosso da una maggioranza repubblicana, e anche la Camera – anch’essa a guida conservatrice – ha dato un primo via libera, con il voto finale atteso nei prossimi giorni. Una volta approvata, la legge arriverà sulla scrivania del governatore Greg Abbott, che ha già espresso l’intenzione di firmarla.
Il testo, denominato Senate Bill 10, ha superato i primi passaggi nonostante i dubbi di costituzionalità: un tribunale federale aveva infatti già stabilito che una legge simile, approvata in Louisiana, violava il principio della separazione tra Stato e Chiesa sancito dalla Costituzione degli Stati Uniti. Emblematicamente, la seconda lettura del provvedimento alla Camera è avvenuta proprio durante lo Shabbat, il giorno di riposo ebraico, fatto notare con ironia dal deputato democratico James Talarico per sottolineare le contraddizioni del testo.
Se approvata in via definitiva, la misura potrebbe innescare una nuova ondata di ricorsi legali, promossi da associazioni e cittadini che la considerano un’ingerenza religiosa incompatibile con la scuola pubblica.
Secondo la deputata repubblicana Candy Noble, co-firmataria della proposta, l’obiettivo della legge sarebbe quello di “rimettere al centro dell’educazione ciò che ha un valore storico e culturale fondante per la nostra nazione”, riferendosi al ruolo che i Dieci Comandamenti avrebbero avuto nella formazione del pensiero giuridico statunitense.
Ma questo disegno di legge non è un caso isolato. Rientra in un pacchetto più ampio di iniziative legislative, promosse in diversi Stati a guida repubblicana, volte a reintrodurre elementi religiosi all’interno del sistema scolastico pubblico. In parallelo, infatti, i legislatori texani hanno approvato un altro provvedimento che autorizza i distretti scolastici a istituire momenti quotidiani facoltativi di preghiera o lettura religiosa durante l’orario scolastico. Anche questa misura è attesa alla firma di Abbott.
“Abbiamo bisogno che i nostri giovani tornino alla preghiera e alla lettura della Bibbia ogni giorno”, ha dichiarato il deputato Brent Money, uno dei principali sostenitori del disegno di legge.
I promotori sostengono che i Dieci Comandamenti rappresentano un riferimento morale universale e un fondamento del diritto occidentale. Tuttavia, la misura impone l’esposizione obbligatoria, in ogni classe, di una versione specifica dei Comandamenti in lingua inglese, stampata su un poster di almeno 41×51 centimetri. Un dettaglio non secondario, considerando che versioni e interpretazioni possono variare sensibilmente in base alle confessioni religiose e alle tradizioni linguistiche.
Contro la proposta si sono schierati anche molti leader religiosi, cristiani ed ebrei, che hanno firmato una lettera aperta sottolineando come il provvedimento ignori la pluralità di fedi presenti nel tessuto scolastico del Texas. Nelle oltre 9.000 scuole pubbliche dello Stato studiano infatti quasi sei milioni di ragazzi, molti dei quali non hanno alcun legame con i Dieci Comandamenti o non si riconoscono nella tradizione giudaico-cristiana.
Non è la prima volta che il Texas finisce al centro del dibattito sulla laicità delle istituzioni: già nel 2005, l’allora procuratore generale Greg Abbott vinse davanti alla Corte Suprema la causa per mantenere un monumento con i Dieci Comandamenti nel parco del Campidoglio statale ad Austin. Quella vittoria, all’epoca simbolica, potrebbe oggi trasformarsi in una norma scolastica destinata a ridefinire il rapporto tra scuola pubblica e religione.

