ITALIA. Non ci sono libri di testo né voti numerici. Lo scenario è quello delle classi a metodo Montessori, ma a destreggiarsi tra obiettivi e piani di lavoro non sono bambini delle elementari, ma preadolescenti delle medie. Accade in 25 istituti di tutta Italia che partecipano alla sperimentazione che si concluderà a giugno, quando il ministero dell’Istruzione deciderà se inserire l’indirizzo nell’ordinamento. Milena Piscozzo, preside del comprensivo Riccardo Massa di Milano, istituto capofila della Rete nazionale, e ideatrice del metodo: “Maria Montessori non ha fatto sperimentazioni sistematiche sui preadolescenti, ma ha lasciato indicazioni, che noi abbiamo usato insieme alle esperienze presenti all’estero”. Nella preadolescenza “le connessioni del cervello crescono in modo esponenziale. E poiché l’apprendimento significativo avviene attraverso l’esperienza è chiaro che il metodo Montessori, che la mette al centro, è un valore aggiunto”. Da qui l’approccio interdisciplinare, con le materie che diventano materiali di studio, insieme a quelli proposti dai docenti o realizzati dagli studenti.
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