Il pudore dei sentimenti e la consapevolezza di dover rendere omaggio al padre, una figura pubblica che ha cambiato la vita di tanti spettatori e di tanti studenti. “Quando abbiamo pensato a questo speciale dedicato a Piero Angela”, racconta il figlio Alberto, “per prima cosa ne ho parlato a casa. Ho la sensazione che sia l’ultima volta che Piero andrà in prima serata, bisognava farlo, se lo merita. Gli autori erano tutti molto motivati, ma era importante avere luce verde da mia madre e da mia sorella”. Si intitola Piero Angela – Un viaggio lungo una vita lo speciale di Ulisse, il piacere della scoperta dedicato al più grande divulgatore della tv, in onda il 25 maggio su Rai 1.
Parlando del papà, Alberto Angela dice che “aveva la luminosità di un capitano che vedeva il problema prima che arrivasse. Lo spiegava e ti dava la soluzione. Ricordo che gli chiedevo: ‘Come mai scrivi questi libri?’. Sarebbero serviti per quando non ci sarebbe più stato. Come un kit di sopravvivenza, continua a darci consigli non essendoci. Io l’ho capito adesso. Spiegava tutto con chiarezza e parole semplici”.
Insomma, lo considera un visionario: “All’epoca si era eroici in tutti i mestieri. Era un mondo che richiedeva coraggio, presenza d’animo, non era tollerato il vigliacco. Ma è così che si è fatto il settimo Paese più industrializzato al mondo, gli italiani sono anche questo. Parlando di mio padre e di quelli della sua età, ti accorgi che dietro ci sono responsabilità e sacrificio: guardi Armani e Valentino. Non conta ottenere subito i risultati, prima lavori in bottega. Questa specie di attesa e di maturazione è importante”.

