Il Governo delle Canarie prevede una crescita economica tra il 3,8% e il 4% nel 2025
L’Esecutivo avverte: dal 2026 arriverà un rallentamento, anche se il PIL non dovrebbe scendere sotto il 2%
Il Governo delle Canarie ha espresso soddisfazione per i positivi risultati macroeconomici registrati nell’arcipelago. Gli indicatori mostrano un record di occupazione, un aumento nel numero di lavoratori autonomi e una crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL), trainata soprattutto dal turismo e dal commercio. Inoltre, si è osservata una lieve riduzione del numero di persone a rischio di esclusione sociale.
In questo contesto, l’Esecutivo regionale prevede che l’anno si chiuderà con un aumento del PIL compreso tra il 3,8% e il 4%, ma avverte che a partire dal 2026 si assisterà a un “rallentamento” del ritmo di crescita.
Secondo il viceconsejero dell’Economia, Gustavo González de Vega, “il margine di crescita si sta riducendo”, come ha spiegato durante la presentazione dei dati economici relativi ai primi due anni di legislatura. Anche il vicepresidente e assessore all’Economia, Industria, Commercio e Lavoro Autonomo, Manuel Domínguez, ha sottolineato che “l’economia canaria dovrà affrontare un rallentamento, non un calo, ma una crescita meno dinamica rispetto al 2024”.
Il Governo delle Canarie stima che nel 2026 la crescita non scenderà sotto il 2%, anche se un’eventuale frenata potrebbe incidere sulla creazione di nuovi posti di lavoro. “Se il rallentamento si confermasse, sarà necessario adottare misure per sostenere l’economia”, ha dichiarato Domínguez.
Fine dei fondi europei e nuove sfide economiche
Uno dei principali motivi di preoccupazione riguarda la conclusione, nel 2026, dei fondi europei Next Generation EU, che finora hanno contribuito in modo significativo al PIL regionale. Domínguez ha ricordato che tali fondi non sono stati ancora pienamente utilizzati: alla fine del 2024, infatti, meno della metà delle risorse destinate alle Canarie risultava effettivamente spesa.
Tra le altre sfide che il Governo dovrà affrontare figurano l’aumento dei prezzi — seppur in rallentamento —, l’assenza di un nuovo bilancio statale, la chiusura di alcune imprese e la necessità di diversificare maggiormente l’economia regionale.
Un obiettivo strategico sarà quello di incentivare l’internazionalizzazione delle imprese per rafforzarne la solidità finanziaria. Le esportazioni canarie, secondo i dati forniti, sono già aumentate di 538 milioni di euro. Tuttavia, Domínguez ha precisato che gran parte degli investimenti stranieri — che hanno raggiunto livelli record — è concentrata nel settore immobiliare. “Abbiamo bisogno di investimenti che generino produzione e sviluppo economico reale”, ha concluso.
