Negli ultimi vent’anni, i 12 comuni della zona sud di Tenerife hanno registrato un incremento demografico di 110.560 persone, pari al 52%, mentre i 15 comuni dell’altro lato dell’isola hanno visto un aumento di soli 13.127 residenti.
Il sud di Tenerife ha vissuto un vero e proprio boom demografico, trainato dalla crescita del settore turistico e dal conseguente afflusso di manodopera straniera. Nel 2004, i 12 comuni della regione (Arona, Granadilla de Abona, Adeje, Candelaria, San Miguel de Abona, Guía de Isora, Güímar, Santiago del Teide, Arico, Arafo, Fasnia e Vilaflor de Chasna) contavano complessivamente 212.253 abitanti. Nel 2024, quel numero è salito a 322.813, segnando un incremento del 52%, secondo gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE).
Questo aumento spettacolare contrasta con la crescita registrata nei 15 comuni della parte settentrionale dell’isola, che hanno visto la loro popolazione aumentare di appena il 6%, con 13.127 nuovi residenti nello stesso periodo. In altre parole, per ogni nuovo abitante nel nord, il sud ne ha guadagnati otto.
Le differenze emergono anche rispetto all’area metropolitana, che ha registrato una crescita ancora più modesta, pari al 4,8% (18.538 persone). Questo dato è fortemente influenzato dalla diminuzione di popolazione della capitale, Santa Cruz de Tenerife, che ha perso 8.087 abitanti negli ultimi vent’anni, passando da 219.446 a 211.359. Il calo è in parte attribuibile alla revisione del censimento nel 2011, che ha corretto un presunto sovrastima della popolazione, con una riduzione di oltre 15.000 unità.
Di contro, l’altro grande comune dell’area metropolitana, La Laguna, ha visto un incremento significativo, con 22.944 residenti in più, passando da 137.314 a 160.258 abitanti (+17%). Anche i comuni di El Rosario e Tegueste hanno contribuito alla crescita della popolazione nell’area.
Oltre a Santa Cruz, altri comuni – prevalentemente nel nord – hanno registrato una riduzione del numero di abitanti: Buenavista, Garachico, Los Silos, El Tanque, San Juan de La Rambla e Vilaflor de Chasna.
Nel complesso, la crescita demografica del 52% registrata nel sud di Tenerife negli ultimi vent’anni corrisponde a una media di 5.528 nuovi residenti all’anno. Particolarmente significativo è stato l’aumento della popolazione nei comuni di San Miguel de Abona (+114%) e Granadilla de Abona (+86%).
San Miguel de Abona e Granadilla de Abona sono gli unici due comuni a non aver mai visto rallentamenti nella crescita demografica dal 2004, a differenza degli altri, che nell’ultimo decennio hanno registrato un calo del ritmo di crescita. Granadilla de Abona, in particolare, ha superato Adeje ed è diventato il secondo comune più popoloso della regione meridionale, con 57.143 abitanti.
Anche Adeje (+67%), Candelaria (+50%), Güímar (+33%) e Arona (+31%) hanno registrato una crescita considerevole. Un dato interessante riguarda Santiago del Teide, che dopo anni di declino ha registrato un aumento del 15% della popolazione. Al contrario, Vilaflor de Chasna ha perso 24 abitanti negli ultimi vent’anni.
José León García Rodríguez, professore emerito di Geografia Umana presso l’Università di La Laguna, ha spiegato che dietro questi numeri c’è il forte impatto della migrazione. “Comuni come Granadilla o San Miguel ospitano molte persone arrivate da fuori, impiegate non solo negli hotel, ma anche nella ristorazione, nell’agricoltura, nell’edilizia e nell’assistenza agli anziani”, ha affermato García Rodríguez. Inoltre, ha sottolineato che la maggior parte dei migranti arriva a Tenerife come falsi turisti, atterrando in aereo via Madrid.
“Molti cercano di rimanere illegalmente e, una volta trovato un impiego e una certa stabilità, tentano di regolarizzare la loro situazione. Il sistema produttivo ha bisogno di questa manodopera, composta principalmente da persone tra i 20 e i 40 anni, perché molte altre non vogliono lavorare in questi settori, spesso caratterizzati da salari bassi, condizioni di lavoro dure o lontananza dalla propria residenza. Di conseguenza, nelle zone dove il turismo è in forte crescita, la migrazione è il principale fattore di aumento della popolazione.”
Un altro fenomeno interessante è l’aumento del numero di cittadini dell’Unione Europea che si trasferiscono a Tenerife per avviare attività commerciali proprie.
Attualmente, tre nuovi residenti su dieci nella regione meridionale di Tenerife sono stranieri, un dato che è il doppio della media dell’isola (15,7%) e nettamente superiore rispetto alla zona settentrionale (8,4%).
L’incremento della popolazione nel sud si riflette anche nella vita quotidiana: si registra un aumento del traffico sulle strade, con ingorghi sempre più frequenti, e una crescente pressione su scuole e istituti della regione. Questa situazione ha spinto il governo delle Canarie a lanciare un piano di emergenza che prevede la costruzione di dieci nuovi centri educativi entro il 2031, oltre all’ampliamento di altre 17 strutture esistenti.
Anche l’assistenza sociosanitaria rappresenta una delle sfide più urgenti, un problema al quale le istituzioni non hanno saputo dare una risposta tempestiva. Basti pensare che sei letti su dieci nell’Ospedale del Sud sono occupati da pazienti che hanno ricevuto l’alta ospedaliera ma non possono tornare a casa né trovare posto in una struttura adeguata.

