24 de Febbraio de 2024 08:11

Il Cio riammette russi e bielorussi: da “neutrali” nelle competizioni internazionali. No ai militari

L’Esecutivo permette la partecipazione in Asia alle qualificazioni olimpiche, ma su Parigi e Milano-Cortina 2026 è ancora rinviata la decisione definitiva. Il presidente del Cio Bach: “Non ho parlato con Putin.

Gli atleti con passaporto russo e bielorusso possono tornare alle competizioni internazionali ma a titolo individuale, da “neutrali”, senza inno nè bandiera, ma non devono essere legati alle forze armate. Lo ha annunciato il presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, al termine della riunione dell’Esecutivo che si è tenuta oggi a Losanna. Disatteso, dunque, l’appello del parlamento ucraino, che aveva chiesto la totale estromissione degli atleti russi e bielorussi dalle gare. Gli atleti di Mosca e Minsk potranno quindi partecipare alle qualificazioni olimpiche nelle gare dell’Asia, che ha riaperto le porte al loro ritorno. Ma la decisione presa oggi non vale per la partecipazione alle Olimpiadi di Parigi 2024 e Milano-Cortina 2026: Bach ha annunciato che “la scelta verrà fatta al momento opportuno”. Il numero uno del Cio ha poi garantito di “non aver avuto alcun contatto con Vladimir Putin”. Già prima dell’annuncio i rappresentanti dei paesi baltici e della Polonia si erano incontrati per parlare di boicottaggio.

No a chi ha sostenuto la guerra
Il requisito minimo richiesta dal Cio per questa decisione molto sofferta e già criticata è stata l’estraneità alle forze armate e di sicurezza dei due paesi, o l’appoggio attraverso dichiarazioni pubbliche alla guerra in Ucraina (ci sono stati atleti come il campione olimpico dei 100 e 200 dorso, Evgeny Rylov, avversario di Ceccon, che si sono schierati apertamente a favore

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