Tre rinomati virologi degli Stati Uniti hanno previsto come sarà la prossima pandemia e quale virus la causerà.
Il prossimo marzo si celebreranno 4 anni dall’annuncio dell’epidemia di coronavirus dichiarata pandemia globale. La malattia da Covid-19 causata dal virus SARS-CoV-2 ha causato la morte, stando alle fonti ufficiali, di circa sei milioni di persone nel mondo e, quattro anni dopo, la malattia è ancora presente, sebbene il suo impatto e la sua letalità siano molto inferiori.
La pandemia da Covid-19 ha sconvolto le nostre vite e i suoi effetti socio-economici persistono ancora. Nel 2020 abbiamo constatato che ciò che sembrava appartenere alla fantascienza era possibile e, soprattutto, che può ripetersi. Il Covid ci ha fatto imparare in fretta sui virus respiratori e sull’importanza della prevenzione: utilizzare la mascherina e il distanziamento sociale non appena compaiono i primi sintomi. Ma siamo pronti ad affrontare un’altra eventuale pandemia di tale portata, o persino peggiore?
Un rapporto sulla ‘valutazione delle prestazioni del Sistema Sanitario Nazionale spagnolo di fronte alla pandemia di Covid-19’, presentato recentemente, avverte delle alte probabilità di arrivo di una pandemia a “breve o medio termine“. Il Ministero della Sanità spagnolo ha consegnato il rapporto alle Comunità Autonome nel Consiglio Interterritoriale della Salute.
Il documento è stato commissionato nel 2021 e consta di oltre 150 pagine in cui si spiegano le “lezioni apprese” durante il coronavirus. Inoltre, il documento propone 72 misure da attuare con l’obiettivo di preparare il paese a una nuova crisi sanitaria come quella vissuta nel 2020.
Sulla possibilità di una nuova pandemia si sono recentemente pronunciati tre rinomati esperti degli Stati Uniti. In un’intervista al quotidiano britannico ‘Daily Mail’, il dottor Leonard Mermel dell’Università di Brown, il virologo Martin Hirsch del Massachusetts General Hospital e l’entomologo Elmer Gray dell’Università della Georgia hanno previsto quale sarà l’origine della prossima pandemia mondiale e quale virus la provocherà.
Leonard Mermel ritiene che il virus che darà origine alla futura pandemia si svilupperà quando un lavoratore avicolo malato di influenza umana si infetta contemporaneamente con il ceppo aviario. “Questi due virus si troverebbero all’interno di una delle sue cellule e scambiarebbero geni per creare un nuovo virus chimero (che contiene materiale genetico di più di un virus)”, spiega Mermel.
Come nel caso del Covid, questo nuovo virus inizierebbe a diffondersi rapidamente attraverso goccioline respiratorie, causando una nuova pandemia. Inoltre, l’esperto afferma che questo virus sarebbe molto più letale del Covid-19, poiché, inizialmente, questo ceppo “potrebbe uccidere tra il 30 e il 40% delle persone che infetta”.
Dove avverrebbe l’origine
Mermel indica la Cina come il luogo di origine del virus, poiché le infezioni umane da influenza aviaria sono più comuni in questa parte del mondo.
“Un ceppo particolare è l’H5N1, che ha subito cambiamenti incrementali negli ultimi 10-20 anni, ma deve ancora evolvere per trasmettersi facilmente da persona a persona“, afferma. “Potrebbe causare una pandemia nei prossimi 10-20 anni; ci sarebbe consenso su quel periodo di tempo. Ma potrebbe anche richiedere più tempo“, conclude.
D’altra parte, Martin Hirsch dell’Ospedale di Massachusetts considera anche la possibilità dell’influenza aviaria, ma ritiene che la prossima pandemia potrebbe essere causata anche da un coronavirus. L’esperto ipotizza un’epidemia che si scatenerebbe quando il coronavirus infetta un animale intermediario (come un maiale) e muta, consentendo la trasmissione tra gli esseri umani.
Sul suo origine, Hirsch ritiene che potrebbe trovarsi negli Stati Uniti, in Europa o in Cina, dove le condizioni igieniche non sono sempre favorevoli e ciò favorisce la diffusione delle malattie.

