13 de Aprile de 2024 09:23

I struffoli

Per quanto riguarda le origini degli struffoli, dobbiamo tornare indietro fino all’età degli antichi Greci che pare li abbiano esportati nel Golfo di Napoli al tempo di Partenope. Ed è proprio dal greco che secondo molti deriverebbe anche il nome “struffoli”: più precisamente dalla parola “strongoulos”, ovvero “dalla forma arrotondata”. Altre teorie sostengono che la parola struffolo deriverebbe da “strofinare”, il gesto che compie chi lavora la pasta, per arrotolarla a cilindro prima di tagliarla a tocchetti. Altri ancora, pensano che lo struffolo si chiami così perché “strofina” il palato, ovvero lo solletica con il suo dolce sapore.

Nonostante sia una preparazione molto conosciuta ed apprezzata, gli struffoli hanno una larga diffusione solo nell’Italia meridionale dove ne esistono diverse versioni, tutte più o meno simili alla ricetta originale ma con nomi diversi: in Calabria “cicirata”, in Umbria ed Abruzzo “cicerchiata” ed a Palermo “strufoli”. Oggi vogliamo mostrarvi quanto è facile prepararli con la ricetta dello storico caffè Gambrinus, di Napoli!

INGREDIENTI

Farina 00 500 g
Zucchero 20 g
Sale fino 1 pizzico
Burro 100 g
Uova (medie) 3
Tuorli (di un uovo medio) 2
Bicarbonato 4 g
Scorza d’arancia 1
Liquore all’anice 25 g
Scorza di limone 1
PER CONDIRE GLI STRUFFOLI
Miele millefiori 600 g
Zucchero 100 g
Scorza di limone 1
Scorza d’arancia 1
Codette colorate q.b.
Arancia candita a cubetti 150 g
Ciliegie candite q.b.
Decorazione alimentare confettini argentati q.b.

Preparazione

Preparazione Per realizzare gli struffoli si parte per prima cosa dall’impasto, poi si procede con la frittura e, infine, si passa alla decorazione con miele, canditi e zuccherini colorati.

Disponi la farina a fontana 1 e aggiungi un pizzico di sale.

Unite poi lo zucchero 4 e il bicarbonato 5. Tagliate il burro a cubetti e sistematelo al centro 6.

Iniziate ad impastare con le mani il burro con lo zucchero 7, poi aggiungete al centro le uova una alla volta 8 e continuando ad impastare aggiungete anche i tuorli 9.

Versate ora il liquore all’anice 10, la scorza di limone 11 e quella d’arancia 12, entrambe grattugiate.

Iniziate a lavorare l’impasto con le mani 13 o con l’aiuto di un tarocco per ottenere un impasto liscio e omogeneo 14. Avvolgete l’impasto con la pellicola 15 per non farlo seccare. Lasciate riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.

Prelevate una parte di impasto 16, tenendo l’altra sempre ben coperta. Formate dei filoncini spessi 1 cm 17 e ricavate dei piccoli tocchetti larghi circa 1/1,5 cm 18.

Man mano trasferiteli su un vassoio rivestito con un canovaccio pulito, distanziandoli tra loro 19. Proseguite in questo modo fino a terminare l’impasto, distanziando bene i tocchetti. Passate alla frittura: versate l’olio in una pentola capiente e scaldatelo fino a raggiungere una temperatura di 150-160°. Immergete pochi pezzi per volta, aiutandovi con una schiumarola 20 e smuoveteli un po’ durante la cottura, in questo modo risulteranno tondi. Quando saranno ben dorati scolateli 21; ci vorranno circa 3-4 minuti.

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