I giudici hanno stabilito che il proprietario o l’inquilino di un immobile occupato può interrompere e smettere di pagare le utenze della casa, come acqua, luce e gas, senza che ciò costituisca un reato.
I magistrati delle Sezioni Penali dell’Audiencia Provincial de Barcelona si sono riuniti lo scorso 7 marzo per uniformare il criterio nei casi di usurpazione di immobili o violazione di domicilio. Nello specifico, l’usurpazione si verifica quando viene occupata una casa vuota, mentre la violazione di domicilio riguarda l’occupazione di un’abitazione in cui già risiede una persona.
I giudici hanno stabilito che “nel caso in cui il titolare di un immobile (sia esso proprietario o in possesso di un altro titolo che ne legittimi l’uso) occupato o soggetto a violazione di domicilio non mantenga attivi i contratti delle utenze o il pagamento delle stesse, ciò non sarà considerato un reato di coercizione“. Questo principio è stato ufficialmente sancito in un documento di unificazione dei criteri emesso dal tribunale.
Grazie a questa decisione, i magistrati escludono la responsabilità dei proprietari nel pagamento delle utenze per gli occupanti abusivi.
Una sentenza simile era già stata emessa dalla Audiencia Provincial de Gerona il 22 novembre scorso, consolidando così un orientamento che potrà servire da riferimento per gli altri tribunali provinciali della Spagna in casi analoghi.
Tempi di recupero degli immobili occupati
La nuova direttiva potrebbe accelerare l’uscita degli okupas dagli immobili, privandoli dei servizi essenziali. Secondo i dati raccolti da Alquiler Seguro, il tempo medio per recuperare un immobile occupato è di 8 mesi e mezzo.
Le regioni in cui i proprietari impiegano più tempo per riottenere la propria abitazione sono Castiglia e León e Murcia, con una media di 12 mesi, mentre in Aragona e Navarra il recupero avviene più rapidamente, con una media di 4 mesi.
Il Consiglio Generale del Potere Giudiziario (CGPJ) ha reso noto che, nel 2024, le cause intentate per occupazione illegale (usurpazione e violazione di domicilio) sono aumentate del 2%, raggiungendo un totale di 2.309 denunce.
Le regioni con il maggior numero di casi sono Catalogna (463) e Andalusia (449), che insieme rappresentano il 40% del totale. Seguono la Comunità Valenciana (391) e Madrid (186). Al contrario, le regioni con meno denunce sono La Rioja (6), Aragona (19) e Galizia (81).

