Dalle intercettazioni sugli indagati emerge un vero e proprio giro d’affari basato sul furto di trolley e altri beni. Un meccanismo ben oliato di raggiri ai passeggeri che avrebbe fruttato piscine, pannelli solari, pavimenti, giardini e auto. È quanto risulta dalle conversazioni registrate tra due assistenti di volo di Malta Air, controllata da Ryanair.
Al centro dell’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Bergamo c’è soprattutto il contrabbando di sigarette sottratte dagli aerei e rivendute sul territorio, ma nelle intercettazioni si parla anche di alcolici, profumi e persino denaro in contante. Secondo gli investigatori, gli steward avrebbero messo in piedi una prassi quotidiana, un «sistema strutturato e collaudato», come scrive il gip. In un passaggio si sente uno degli indagati raccontare di aver richiesto due prestiti bancari per camuffare le entrate illecite.
Il contrabbando di sigarette
L’inchiesta è partita quasi per caso, da un controllo in un bar di Bergamo nel luglio 2024: lì vennero trovati 30 chili di sigarette di contrabbando e 45 grammi di cocaina. Analizzando il cellulare del titolare, gli inquirenti sono risaliti a uno degli steward e successivamente al complice. Le intercettazioni hanno svelato i conti precisi dei guadagni: circa 500 euro al mese dalle vendite, con clienti disposti a spendere anche 600 euro per volta.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari, a maggio 2025, la Finanza ha trovato circa 20 chili di sigarette a casa di uno degli indagati e poco meno di 10 chili nell’abitazione dell’altro. Quantitativi che, singolarmente, non superano la soglia dei 15 chili prevista per il reato di contrabbando, ma che, sommati alle ricostruzioni fatte tramite intercettazioni, ammontano a oltre 50 chili per ciascuno: un volume ritenuto sufficiente per dimostrare l’attività illecita. La Procura aveva chiesto i domiciliari per entrambi, ma il gip ha disposto una misura cautelare più lieve, con obbligo di dimora, soltanto per uno degli steward.
Le donazioni in contanti e altri stratagemmi
Il giro più consistente era sicuramente quello delle sigarette, ma le intercettazioni rivelano anche altri metodi. Uno degli indagati si vantava di aver venduto in volo biglietti del Gratta e Vinci presentati come «pacchetti unici» da 16 tagliandi a 10 euro l’uno: «Tanto, se sono italiani, nel 99,9% non stanno lì a guardare», affermava.
In un’altra occasione raccontava di aver convinto i passeggeri di un volo da Tenerife che fosse possibile donare in contanti a una onlus, intascandosi invece le somme: «Tanti soldi li ho fatti così», spiegava. L’attività truffaldina si sarebbe estesa anche alla vendita in nero di trolley e profumi.
Davanti al gip, uno degli indagati ha ammesso di aver commesso «gravi errori» e di temere per la propria famiglia e per il posto di lavoro.
