I dipendenti del settore si trovano costretti a dormire in roulotte, furgoni e abitazioni precarie; le associazioni datoriali e i sindacati chiedono “soluzioni urgenti” per evitare un “collasso turistico”.
Il costo degli affitti continua ad essere alle stelle e nel sud di Tenerife assume sfumature di “emergenza sociale”. Una realtà che si riflette in immagini che mostrano l’impoverimento dei lavoratori, costretti in alcuni casi a dormire in auto, roulotte e furgoni, a cercare rifugio in piccoli villaggi di abitazioni precarie auto-costruite o, nel migliore dei casi, a vivere in zone molto distanti dai luoghi di lavoro, con la conseguente dipendenza da un mezzo di trasporto e sopportando (e creando) ingorghi del traffico.
Sia gli imprenditori alberghieri che il sindacato predominante nel settore alberghiero chiedono “soluzioni urgenti” per evitare un “collasso turistico”, come afferma Manuel Fitas, segretario generale di Sindicalistas de Base. Nel frattempo, l’associazione di settore avverte che in alcuni stabilimenti sono state costretti a chiudere piani e unità poiché non dispongono del personale sufficiente per garantire i servizi.
Entrambe le parti hanno recentemente espresso alla Federación Canaria de Municipios (Fecam) la loro “grande preoccupazione” per l’assenza di prezzi “ragionevoli” nel mercato immobiliare nelle zone “più o meno vicine” ai centri turistici. Nel caso del Sud, la maggior domanda si concentra a Granadilla de Abona, Arona, Adeje, Guía de Isora e San Miguel de Abona, secondo gli esperti immobiliari.
Si tratta di comuni “molto attraenti” per grandi investitori, molti dei quali stranieri, che concentrano la loro attenzione sugli affitti vacanzieri. Gli operatori immobiliari non percepiscono segnali positivi riguardo ai prezzi in un futuro relativamente prossimo: “Non sembra che gli affitti diminuiranno fintanto che la domanda continuerà a superare di gran lunga l’offerta”.
Il nodo delle case vacanza
Attualmente, ci sono circa 200.000 case per le vacanze registrate nell’arcipelago, contrapponendole ai 325.000 posti turistici regolamentati negli hotel e negli appartamenti delle isole.
Pur non essendo l’unico fattore che ha contribuito a fare lievitare il mercato degli affitti a lungo termine e i prezzi, Ashotel sottolinea che la mancanza di regolamentazione urbanistica che determini dove è possibile sfruttare la casa turistica e dove no ha causato un aumento “esponenziale” dei posti letto per l’affitto turistico negli ultimi anni. Un esempio di ciò è che è scomparsa la storica divisione che segnava l’autostrada per distinguere gli usi residenziali (nelle mediane), a prezzi accessibili, e quelli vacanzieri, nelle zone più vicine alla costa.
La consigliera per il Turismo del Governo delle Canarie, Jessica de León, ha sottolineato la scorsa settimana che la crescita non regolamentata e senza limiti dell’affitto turistico sta inevitabilmente influenzando i residenti, che in alcune zone pagano prezzi spropositati per un appartamento, rendendo difficile trovare lavoro.
Il Governo delle Canarie ha chiuso lo scorso 26 novembre una consultazione pubblica sulla futura Legge sull’Ordinamento Sostenibile che regolerà l’uso turistico delle abitazioni e che ha raccolto 5.400 osservazioni. Il prossimo passo sarà redigere la bozza di legge in modo che alla fine di gennaio possa entrare nel Parlamento delle Canarie per avviare il suo iter parlamentare.
Edilizia Popolare
Oltre all’affitto turistico, non bisogna dimenticare che le Canarie sono all’avanguardia tra le comunità autonome con la maggiore domanda di alloggi sociali. Una realtà che gli operatori immobiliari attribuiscono alla costruzione “praticamente nulla” di case di protezione ufficiale “negli ultimi 20 anni”. Ritengono “normale” che l’esplosione della bolla immobiliare nel 2008 abbia fermato drasticamente la costruzione privata, ma sostengono che quella pubblica non avrebbe dovuto seguire la stessa strada.
I costruttori di Tenerife definiscono la mancanza di alloggi nel sud “allarmante” e parlano di “emergenza sociale”, chiedendo una politica “chiara e operativa” al Governo delle Canarie “da anni”, ma anche maggiore celerità ai comuni nel concedere le licenze edilizie.
Quella lentezza burocratica, che inizia con le pratiche per la cessione di terreni da parte dei comuni al governo regionale, ha portato la federazione degli albergatori a proporre soluzioni “rapide e fattibili”, tra cui l’idea che i comuni con terreni residenziali già consolidati e provenienti dal 10% dello sfruttamento dei piani parziali agevolino la costruzione di progetti abitativi da parte di imprenditori disposti ad affittare queste case o appartamenti a lavoratori a prezzi ragionevoli.
Il sindacato Sindicalistas de Base ritiene che, se ci sono imprenditori disposti a costruire case, terreni urbani disponibili e lavoratori con impieghi stabili e salari che consentano di affrontare un affitto “tassato e accessibile”, è necessaria la “volontà delle amministrazioni”.
Il principale sindacato nell’ambito dell’ospitalità avverte che la “tempesta perfetta” del problema dell’affitto sta causando non solo il rifiuto di molti lavoratori di occupare un posto nel settore, ma anche un notevole aumento dei casi di assenteismo per “sovraccarico fisico e mentale”, soprattutto nel gruppo delle cameriere.

