Alessandro Gassmann – noto per i suoi ruoli al cinema e presto protagonista della fiction “I casi dell’avvocato Guerrieri” – ha acceso il dibattito social sull’estate italiana con un post provocatorio: “Cari amici gestori di stabilimenti balneari… forse avete un po’ esagerato con i prezzi?”.
Accompagnato dalla canzone L’estate sta finendo dei Righeira e da un’immagine di ombrelloni e lettini chiusi su una spiaggia deserta, l’attore rivolge un appello chiaro: abbassare i prezzi per salvare la stagione.
Cifre che parlano chiaro
Nel 2025, il costo medio di una settimana con ombrellone e due lettini ha raggiunto i 212 €, con un incremento del 5 % rispetto al 2024 e del 17 % rispetto al 2021. In alcune località esclusive, come Forte dei Marmi o Alassio, si può arrivare a 350 € e negli stabilimenti di lusso i prezzi possono toccare anche i 1.500 € al giorno per servizi premium.
Calo di presenze e consumi nei lidi
Il caro spiaggia sta provocando un calo delle presenze stimato tra il 20 % e il 30 % rispetto allo scorso anno. Ne risentono soprattutto i servizi aggiuntivi come bar e noleggi, con flussi di clientela concentrati quasi esclusivamente nei fine settimana.
Consumatori e associazioni puntano il dito
Le associazioni dei consumatori parlano di una “legge del contrappasso”: prezzi troppo alti che spingono sempre più italiani verso le spiagge libere o, peggio, a rinunciare del tutto alla vacanza al mare. Secondo le stime, tra il 2019 e oggi i costi di lidi e piscine sono cresciuti di oltre il 30 %, trasformando una semplice giornata al mare in una spesa proibitiva per molte famiglie.
Le difficoltà degli operatori
Molti gestori replicano che i margini sono sempre più ridotti, citando l’aumento dei costi di gestione e un calo dei consumi. Associazioni di categoria parlano di una stagione difficile, con la necessità di sostegno e regole più chiare per il settore.
Le parole di Gassmann sembrano riflettere un malcontento diffuso: da un lato famiglie messe a dura prova dal caro vita, dall’altro imprenditori in difficoltà. Il futuro delle spiagge italiane dipenderà dalla capacità di trovare un punto d’incontro tra sostenibilità economica e accessibilità per tutti.

