FONDI PUBBLICI SPAGNOLI DIROTTATI ALL’ESTERO, TRA LE DESTINAZIONI ANCHE CUBA
L’indagine su una frode milionaria relativa a sovvenzioni pubbliche nella provincia di Cadice, in Spagna, ha rivelato che parte del denaro sottratto è finita fuori dal Paese, con Cuba tra le destinazioni individuate dagli investigatori. Il caso ha portato all’arresto di cinque persone e allo smantellamento di una rete creata per occultare il percorso di quasi sette milioni di euro di fondi statali.
Secondo quanto riferito dalla Policía Nacional, gli indagati hanno ottenuto prestiti del programma Reindus (destinato alla reindustrializzazione e al rafforzamento della competitività industriale) presentando documentazione falsa e simulando investimenti che non sono mai stati realizzati. Le pratiche sono state avviate a nome di due società diverse, ma l’indagine ha dimostrato che entrambe erano strettamente collegate.
Una volta ricevuto il denaro pubblico, i detenuti hanno messo in piedi un complesso intreccio societario composto da oltre quindici aziende, sia nazionali che internazionali. Questa struttura ha consentito di dirottare i fondi verso diversi Paesi, tra cui Panama, Costa Rica, Arabia Saudita e Cuba, con l’obiettivo di frammentare le operazioni e conferirgli un’apparente legalità.
L’operazione di polizia, denominata Rapax, ha incluso perquisizioni nelle località di Zahara de la Sierra, San Fernando ed El Puerto de Santa María, oltre al blocco di 48 conti bancari. Durante i blitz sono stati sequestrati oltre 80.000 euro in contanti, nonché dispositivi elettronici e documentazione che è tuttora oggetto di analisi.
Oltre ai presunti leader dell’organizzazione, sono stati arrestati tre familiari che fungevano da prestanome. L’inchiesta è partita da una denuncia del Ministero dell’Industria per il mancato rimborso dei prestiti e rimane aperta mentre proseguono le indagini giudiziarie.
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