Un passeggero in partenza per la Cina è stato fermato all’aeroporto di Fiumicino con quasi 200 mila euro in contanti nascosti nel bagaglio a mano. I soldi, occultati con ingegno all’interno di confezioni di patatine e contenitori di olio, sono stati scoperti dai funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Roma 2 e dai militari della Guardia di Finanza.
La somma superava ampiamente il limite dei 10 mila euro che ciascun viaggiatore può portare con sé all’estero senza obbligo di dichiarazione. Per questo motivo l’intera cifra è stata sequestrata, come previsto dalla normativa vigente.
L’episodio rientra in un quadro più ampio di controlli serrati: nei primi quattro mesi del 2025, presso lo scalo romano di Fiumicino, sono state già accertate 288 violazioni valutarie, per un totale di oltre 4 milioni di euro non dichiarati. A carico dei trasgressori sono state irrogate le relative sanzioni amministrative, anche di importo significativo.
Esportazione di capitali: cosa dice la legge
Secondo la normativa italiana e comunitaria (Regolamento UE 2018/1672 e Decreto Legislativo 195/2008), chiunque entri o esca dall’Unione Europea con denaro contante pari o superiore a 10.000 euro è tenuto a dichiararlo preventivamente all’Agenzia delle Dogane.
Il termine “denaro contante” include:
-
banconote e monete,
-
assegni al portatore,
-
titoli negoziabili,
-
carte prepagate non nominative.
Sanzioni:
-
Se non viene effettuata la dichiarazione, o viene fatta in modo incompleto o ingannevole, è prevista una sanzione amministrativa che va dal 10% al 50% dell’importo eccedente i 10.000 euro.
-
In caso di tentativi di occultamento particolarmente gravi o recidivi, può essere sequestrato l’intero importo.
Obiettivo della norma:
-
Contrastare il riciclaggio di denaro, il finanziamento illecito e altre forme di evasione fiscale o traffici illeciti.
Come dichiarare:
-
Il modulo di dichiarazione può essere compilato online o direttamente presso gli uffici doganali presenti negli aeroporti, porti o valichi terrestri.
Portare con sé somme ingenti senza dichiarazione, come nel caso di Fiumicino, non è solo un’infrazione amministrativa: può essere anche un segnale d’allarme per reati più gravi, motivo per cui i controlli valutari restano una priorità per le autorità.

