21 de Maggio de 2024 02:35

Fabian O’Neill è morto, calciatore uruguaiano ex di Juve, Cagliari e Perugia

Aveva 49 anni. ‘El mago’ è morto per un’emorragia

CAGLIARI – Ha dribblato tutto e tutti ma l’ultima magia non gli è riuscita. Fabian O’Neill è morto alle 12,55 di oggi. Aveva 49 anni. Il suo incubo, l’alcol, se lo è portato via nel giorno di Natale. A Montevideo, da un letto della clinica Medica Uruguaya. L’ex fantasista di Cagliari, Juventus e Perugia era stato ricoverato sabato scorso. Ultima terribile puntata di una vita in salita, in campo e fuori.

Fabian, originario di Paso de los Toros, dove era nato il 14 ottobre del ’73, era da qualche giorno in terapia intensiva. Inutili i tentativi dei sanitari per tenerlo in vita e salvarlo dalle grinfie di un’avanzante e implacabile malattia epatica. El mago, come veniva chiamato, se ne è andato in solitudine. Dopo aver trascorso gli ultimi anni in una fattoria di un amico che gli aveva offerto un lavoro, mandriano, un letto e pasti caldi. Talentuoso, dribbling e movenze da calcio “bailado”, piedi docilissimi, O’Neill è nato calcisticamente nelle giovanili del Nacional. A Montevideo debutta in prima squadra nel 1992: una stagione speciale che si conclude con la vittoria del campionato. Nel novembre del 1995 Massimo Cellino coglie l’attimo e Fabian approda al Cagliari.

Con i primi stipendi acquista una Porsche Carrera: “Vi faccio fare un giro, vi divertirete” dice allegro ai cronisti. Giovanni Trapattoni, allora alla guida dei sardi, lo stoppa: “Potrai gironzolare in macchina solo dopo che avrai segnato dieci reti!”. Al Cagliari O’Neill firma 120 presenze, quattro stagioni in A e una in B. Il bottino è di 12 gol. Nel 2000 passa alla Juventus. Il club bianconero fa felice Cellino: nelle casse rossoblù finiscono 18 miliardi di lire più il prestito di Raffaele Ametrano. Ma a Torino (14 presenze) le cose non andranno al meglio. L’ambientamento si complica, il clima rigido non lo favorisce, l’alcol è un nemico mai del tutto sconfitto. Al mercato di riparazione del 2002 viene ceduto al Perugia, con Davide Baiocco che va in bianconero.

In Umbria il tecnico dei Grifoni, Serse Cosmi, lo dipinge così: “Non ho mai allenato un giocatore così forte!”. Ma l’incostanza e un filo di debolezza caratteriale non hanno mai condotto O’Neill sui livelli possibili grazie a un talento smisurato. Dal Perugia fa rientro al Cagliari. È l’ultimo step italiano. Ma il feeling con una terra e una tifoseria che lo aveva da subito adottato, non lievita. Fabian è triste e insicuro. Beve, sempre oltre le righe. L’addio all’Italia è inevitabile. Torna in Uruguay per vestire ancora la maglia del Nacional. Sarà un epilogo senza infamia e senza lode. Non si ha più traccia dei suoi dribbling in punta di piedi, delle giocate imprevedibili, degli assist no look. In carriera ci sono anche 19 gettoni e 2 gol con la Celeste.

Lascia il calcio professionistico nel 2003, all’età di 29 anni. Da allora, un altalenarsi di ricoveri e di periodi di disintossicazione, mai portati a termine. Lo scorso novembre le condizioni di salute si sono aggravate. Le prime avvisaglie dell’avanzare del male e del precipitare della situazione, arrivano dal cronista uruguagio, Alberto Kesman. “Una notizia che non vorremmo mai ascoltare, però in questo momento un suo amico mi informa che Fabian O’Neill è in terapia intensiva della Medica Uruguaya e i medici stanno tentando di salvargli la vita. O’Neill è sempre stato troppo buono con gli altri e cattivo con sé stesso. Dio lo aiuti a sopravvivere” il tweet postato da Kesman la scorsa settimana. Il vizio del bere ha battuto il giocoliere. L’ha scaraventato per terra e fatto finire sotto i ferri. Ma neanche dopo l’intervento e con una ferrea lista di divieti, Fabiano O’Neill è riuscito a rimettersi in piedi. Un dribbling riuscito male non gli ha lasciato scampo.

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