L’aeroporto di Catania ha ripreso le operazioni di partenza, sebbene gli arrivi siano limitati. Intanto, lo Stromboli è in fase di intensa attività vulcanica, con la Protezione Civile che ha convocato un comitato operativo per monitorare la situazione.
L’Etna si calma dopo l’eruzione
Dopo un periodo di attività parossistica, l’Etna ha finalmente ridotto la sua attività. La recente eruzione, caratterizzata da un’intensa attività stromboliana dal cratere Voragine, ha visto spettacolari fontane di lava e un’enorme nube di cenere che ha raggiunto quasi cinque chilometri di altezza, creando un panorama mozzafiato nelle ore notturne. Tuttavia, per i residenti di Catania, la caduta di cenere è stata meno affascinante, ricoprendo la città e i comuni vicini con uno spesso strato di materiale vulcanico.
Riapertura dell’aeroporto Fontanarossa
L’aeroporto di Catania Fontanarossa ha riaperto per le partenze dopo le operazioni di pulizia delle piste e delle aree di manovra, chiuso ieri a causa della caduta di cenere vulcanica. La crisi è stata gestita dall’Unità di crisi che ha permesso la ripresa dei voli in partenza, mentre gli arrivi sono stati limitati a due ogni ora, in attesa di ulteriori sviluppi operativi. I passeggeri sono invitati a verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto.
Il livello di allerta per il volo (VONA) è stato abbassato da rosso ad arancione dall’Osservatorio Etneo dell’INGV, segnalando la cessazione dell’emissione di cenere. Anche i valori del tremore vulcanico sono diminuiti, indicando una riduzione dell’energia nei condotti magmatici dell’Etna.
Allerta rossa per lo Stromboli
Diversa la situazione a Stromboli, dove il vulcano delle Eolie continua a mostrare una violenta attività eruttiva. La Protezione Civile, guidata da Fabrizio Curcio, ha convocato il Comitato Operativo per coordinare le azioni di prevenzione e monitoraggio. L’isola è in una fase di “potenziale disequilibrio del vulcano”, richiedendo un rafforzamento dei sistemi di monitoraggio e una stretta collaborazione tra la comunità scientifica e le strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile.
Con il passaggio alla fase di preallarme operativo, il Centro Operativo Avanzato (COA) locale sarà supportato da esperti del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, garantendo il collegamento con le strutture operative coinvolte.
Queste misure sono essenziali per garantire la sicurezza degli abitanti e monitorare attentamente l’evoluzione dell’attività vulcanica, cercando di prevedere e mitigare eventuali rischi futuri.

