LO STATO ISLÁMICO SFIDA TRUMP E MASSACRA 11 CRISTIANI IN NIGERIA
Ancora sangue cristiano in Africa. Il terrorismo jihadista torna a colpire con ferocia in Nigeria, dove una cellula affiliata allo Stato Islamico (ISWAP) ha assassinato 11 civili cristiani, incendiato abitazioni e una chiesa, e saccheggiato un villaggio nel nord del Paese. Un’azione brutale, rivendicata dagli stessi terroristi come sfida diretta agli Stati Uniti e a Donald Trump, dopo i recenti attacchi militari americani contro le loro basi.
UNA STRAGE ANNUNCIATA
Secondo quanto diffuso dai canali di propaganda jihadista, l’attacco è stato condotto contro una comunità cristiana indifesa, colpita deliberatamente per il suo credo religioso. Non si tratta di un episodio isolato: il nord della Nigeria è da anni teatro di violenze sistematiche contro cristiani, villaggi rasi al suolo, rapimenti e massacri nel silenzio imbarazzante di gran parte della comunità internazionale.
Lo Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale, erede della galassia Boko Haram, continua a usare il terrore come strumento politico e religioso, colpendo civili per dimostrare di essere ancora operativo e vendicarsi delle operazioni militari occidentali.
LA RISPOSTA DI WASHINGTON: MISSILI DAL MARE
Di fronte all’ennesima escalation, gli Stati Uniti hanno risposto con la forza. Su ordine del presidente Donald Trump, nella giornata di Natale, missili da crociera Tomahawk sono stati lanciati da unità della Marina USA nel Golfo di Guinea, colpendo campi di addestramento e basi operative jihadiste nel nord-ovest della Nigeria.
L’operazione, condotta in coordinamento con le autorità nigeriane, aveva un obiettivo chiaro: ridurre la capacità militare dei gruppi islamisti responsabili delle stragi di civili, in particolare contro le comunità cristiane. Fonti militari parlano di strutture distrutte e di un duro colpo alla logistica dei terroristi, anche se il bilancio esatto resta riservato.
UNA GUERRA CHE L’OCCIDENTE FINGE DI NON VEDERE
La Nigeria è oggi uno dei Paesi più pericolosi al mondo per i cristiani. Eppure, mentre in Europa e in Occidente ci si mobilita per ogni causa ideologica, le persecuzioni religiose vengono sistematicamente ignorate o minimizzate, spesso liquidate come “conflitti locali” o “tensioni etniche”.
La realtà è molto più semplice e tragica: c’è una guerra jihadista in corso, e le vittime principali sono civili innocenti, colpevoli solo di professare la propria fede.
TENSIONE ALTA E FUTURO INCERTO
Nonostante i raid americani, la situazione resta estremamente instabile. Gli attacchi dello Stato Islamico dimostrano che la minaccia è tutt’altro che eliminata e che i gruppi jihadisti sono pronti a colpire ancora, usando il terrore come risposta alla pressione militare.
La Nigeria continua a sanguinare, mentre il mondo osserva distratto. Intanto, i cristiani seppelliscono i loro morti. Ancora una volta.
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