Questi sono i benefici fiscali che si possono ottenere vivendo o operando a Ceuta, che attraggono ‘influencer’ e ‘youtuber’
La realtà è che la legge consente alle comunità autonome di avere il potere su una parte delle tasse e, quindi, decidere quale percentuale stabilire per i propri cittadini.
Questa settimana, più di 50 influencer e creatori di contenuti si sono riuniti a Ceuta per conoscere tutti i suoi vantaggi. Diversità culturale, persone accoglienti, sole e benefici fiscali sono alcune delle caratteristiche che la città autonoma offre ai suoi cittadini e imprenditori.
All’incontro, organizzato dal consiglio per l’Economia e le Finanze della città, hanno partecipato personalità molto conosciute sui social media, come Francisco Nicolás (noto come il Pequeño Nicolás) o lo youtuber Widl3r Soldier (che attualmente risiede ad Andorra). Tuttavia, la maggior parte degli invitati sono Tipsters (pronosticatori di scommesse sportive) o agenti di comunicazione, che stanno valutando di trasferire la loro residenza fiscale o quella della loro azienda per risparmiare denaro.
L’evento, che ha incluso un viaggio in elicottero, una gita in catamarano intorno alla città e feste private, ha visto anche una conferenza della società di consulenza EY, che ha affrontato i benefici fiscali offerti da Ceuta.
Nonostante possa sembrare concorrenza sleale rispetto ad altre regioni spagnole, la realtà è che la legge consente alle comunità autonome di avere il controllo su una parte delle tasse e quindi di decidere quale percentuale applicare ai propri cittadini. Ad esempio, nel caso dell’IRPF (l’equivalente dell’imposta sul reddito), ogni comunità ha potestà normativa sul 50% (la parte autonoma).
Riduzione del 50% sull’imposta sulle società
In Spagna, le aziende con profitti pagano un’aliquota generale del 25%, che nel caso di Ceuta si riduce fino al 12,5%, a condizione che vengano soddisfatti alcuni requisiti. Come spiega Felipe Masa, direttore e socio di EY, “I requisiti imposti dalla normativa richiedono di chiudere un ciclo commerciale completo. Per questo bisogna avere sostanza, intesa come mezzi materiali e umani in città, ossia personale assunto e locali commerciali, magazzini o uffici da cui si svolge l’attività; bisogna avere entrate, e che tali entrate siano provenienti da terzi”.
Si tratta di una deduzione molto importante per i potenziali investitori della società, secondo Masa, poiché, “meno tasse paghiamo, maggiore sarà il residuo da distribuire agli investitori”.
Riduzione del 60% sull’imposta sul reddito delle persone fisiche
Nel resto della penisola, l’aliquota massima dell’IRPF è del 47%, mentre a Ceuta il massimo si aggira intorno al 17-18%. Tutti possono beneficiare di questa riduzione su tutte le tipologie di reddito soggette a questa tassa, che includono i redditi da lavoro, da capitale mobiliare e immobiliare, i proventi derivanti dall’esercizio di attività economiche e le plusvalenze, purché abbiano origine a Ceuta. In questo caso, come afferma il direttore di EY, è molto importante risiedere per il tempo richiesto affinché il fisco non lo consideri frode – almeno 183 giorni – e “poterlo giustificare, avendo a disposizione una casa e dimostrando di aver pernottato qui per più della metà dell’anno”.
Inoltre, le persone che risiedono nella penisola, ma che hanno redditi prodotti a Ceuta, possono anch’esse beneficiare della riduzione del 60%. È il caso, ad esempio, dei dividendi di una società con sede nella città.
Imposta sul patrimonio e grandi fortune
L’imposta sul patrimonio a Ceuta è ridotta del 75%. Inoltre, come spiegano i dirigenti di EY, “l’imposta sulle grandi fortune non ha alcun impatto, poiché, così come è redatta la normativa, l’imposta sul patrimonio è gestita a livello statale, quindi non è necessario dichiarare l’imposta sulle grandi fortune qui a Ceuta”.
Questa tassa, chiamata Imposta Temporanea di Solidarietà sulle Grandi Fortune (ITSGF), è destinata a persone con un patrimonio netto superiore ai 3.000.000 di euro.
Non esiste l’IVA… ma esiste l’IPSI
Nella città del campero (un panino tipico di Ceuta, condiviso con Malaga) non si applica l’IVA, bensì un’imposta locale chiamata IPSI. Questa tassa si applica praticamente agli stessi servizi che sono soggetti all’IVA, ma con aliquote molto più basse.
Mentre l’aliquota generale dell’IVA è del 21%, quella ridotta del 10% e quella super ridotta del 4%, nella città autonoma l’aliquota massima è del 10% e quella ridotta è dello 0,5%.
Meno tasse locali
Tutte le imposte locali sono ridotte del 50%. Questo include l’imposta sulle trasmissioni patrimoniali onerose – per chi acquista una casa –, l’Imposta sui Beni Immobili (IBI), l’Imposta sulle Costruzioni, Installazioni e Opere (ICIO) – che grava su attività come i lavori di ristrutturazione di un’abitazione – o l’imposta di immatricolazione, tra le altre.

