La Dengue, una malattia trasmessa dalle zanzare appartenenti al genere Aedes, continua a diffondersi in Italia nel corso del 2024. L’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) segnala un aumento dei casi confermati, che hanno raggiunto quota 650 dal 1° gennaio al 15 ottobre, di cui 194 sono casi autoctoni, ossia a trasmissione locale. Questi dati segnalano una crescita rispetto alla settimana precedente, quando i casi totali erano 625 e le infezioni autoctone si fermavano a 173. La situazione più critica si registra nelle Marche, dove si concentra il focolaio più grande con oltre 130 casi di trasmissione locale.
Dove si registrano i focolai più rilevanti in Italia?
Secondo il bollettino dell’ISS, il focolaio di maggiori dimensioni si trova nella regione Marche, e in particolare nel comune di Fano, dove sono stati confermati 133 casi di infezione da virus Dengue di tipo 2 (DENV-2), tutti sintomatici. L’intera regione registra 136 casi autoctoni, a dimostrazione di come il fenomeno sia localizzato e in espansione. Altri focolai si trovano in Emilia Romagna (36 casi), Lombardia (10 casi), Abruzzo (8 casi), e singoli casi in Veneto e Toscana. Fortunatamente, fino a oggi non sono stati segnalati decessi in Italia a causa della Dengue.
Casi di Dengue autoctona e importata: la situazione attuale
Dei 650 casi totali di Dengue segnalati quest’anno in Italia, la maggior parte (456 casi) sono infezioni “importate”, legate a viaggi all’estero in aree endemiche, mentre 194 sono autoctoni. Questi ultimi destano particolare preoccupazione, poiché indicano che il virus si sta diffondendo sul territorio nazionale. La distribuzione dei casi suggerisce che la trasmissione locale del virus, pur limitata ad alcune regioni, stia aumentando.
Tra i focolai di minori dimensioni segnalati dall’ISS c’è quello in Emilia Romagna, con 35 casi confermati di infezione da DENV-2. Anche qui sono in corso indagini epidemiologiche per capire se esistano collegamenti con il focolaio delle Marche, benché al momento non siano state riscontrate evidenze microbiologiche che li connettano.
In Lombardia, invece, sono stati confermati 10 casi di infezione da virus Dengue di tipo 1 (DENV-1), per i quali le indagini sono ancora in corso. Un ulteriore focolaio di Dengue è stato identificato in Abruzzo, con 8 casi confermati. Anche in questo caso si stanno svolgendo accertamenti per chiarire l’origine della trasmissione.
Misure di prevenzione e controllo attivate in Italia
L’ISS ha sottolineato che, una volta individuati i focolai, sono state immediatamente attivate tutte le misure di prevenzione e controllo necessarie per arginare la diffusione del virus. Tra queste figurano interventi per il controllo delle popolazioni di zanzare vettore, la protezione dei donatori di sangue e trapianti nelle aree colpite, nonché campagne di sensibilizzazione per informare la popolazione sui rischi della Dengue e le modalità di trasmissione.
Uno degli aspetti centrali delle misure di controllo è la lotta contro le zanzare del genere Aedes, che sono responsabili della trasmissione del virus. Oltre all’uso di insetticidi e alla bonifica delle aree dove queste zanzare proliferano, è cruciale l’adozione di misure individuali, come l’uso di repellenti e la protezione delle abitazioni con zanzariere.
Dengue a livello internazionale: il drammatico aumento dei casi in Brasile
La situazione in Italia, seppur preoccupante, resta lontana dai numeri drammatici di altre parti del mondo, in particolare del Brasile, dove i casi di Dengue sono aumentati del 400% rispetto all’anno precedente. Secondo il ministero della Salute brasiliano, nel 2024 il Paese ha raggiunto i 6,5 milioni di casi probabili di Dengue, con un tasso di incidenza superiore a 3.200 casi per 100.000 abitanti, ben oltre la soglia considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per dichiarare un’epidemia (300 casi per 100.000 abitanti).
In Brasile, inoltre, si sono registrati oltre 5.500 decessi legati alla Dengue quest’anno, con migliaia di altri ancora in fase di indagine. Lo stato di San Paolo, uno dei più popolosi del Paese, ha concentrato il 32% dei casi nazionali, con 2,1 milioni di infezioni e quasi 1.800 morti.
La Dengue in Italia e la necessità di un monitoraggio continuo
L’aumento dei casi di Dengue in Italia, in particolare di quelli autoctoni, pone una serie di interrogativi sulle dinamiche di trasmissione del virus e sui cambiamenti climatici che stanno favorendo l’espansione delle zanzare vettore anche in aree prima considerate sicure. Le autorità sanitarie continuano a monitorare la situazione da vicino, mentre la popolazione è chiamata a prestare attenzione alle misure di prevenzione e a evitare comportamenti a rischio.
La collaborazione tra istituzioni locali, nazionali e internazionali è fondamentale per contenere la diffusione della Dengue, sia a livello sanitario che ambientale. Solo con una strategia integrata sarà possibile arginare l’avanzata del virus e proteggere la salute pubblica, evitando che la situazione possa evolvere ulteriormente e causare gravi conseguenze anche nel nostro Paese.

