INNSBRUCK. “In un insieme di atomi una piccola perturbazione può generare grandi cambiamenti. A volte accade anche in una squadra. Forse è il motivo per cui il calcio è imprevedibile”. Le bizzarrie della fisica quantistica ti possono portare a Innsbruck, ma Napoli è sempre “nostalgia e amore”, come la definisce Francesca Ferlaino, che nell’università austriaca insegna da più di dieci anni (oggi ne ha 45) e dirige uno dei laboratori di fisica quantistica più avanzati al mondo.
Il padre Corrado è stato presidente del Napoli tra gli anni ’70 e ’90. “Avevamo un rapporto intimo con la squadra. Ricordo le grandi tavolate, i lunghi ritiri e i viaggi per le trasferte”, ricorda Ferlaino. E dei giocatori dice: “Erano ragazzi che avevano lasciato casa giovanissimi per coltivare la loro passione. Ce la mettevano tutta per spingersi oltre, andare più veloci, giocare meglio. Da loro ho imparato cosa vuol dire competere e non accontentarsi mai. Spesso dei calciatori abbiamo un’idea frivola, di ragazzi ricchi e viziati. Io ho visto il lavoro che c’è dietro alla loro carriera”. Primo fra tutti Maradona: “Mio padre aveva un rapporto davvero speciale con lui e andava spesso a trovarlo a casa. Aveva delle figlie più piccole di me e io andavo a casa sua per giocare con loro”.

