Un segnale forte e atteso scuote il panorama delle criptovalute: la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato il Genius Act (Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins), il primo testo normativo federale pensato per regolamentare le stablecoin, con 308 voti favorevoli e 222 contrari.
Il provvedimento mira a introdurre maggiore trasparenza e regole certe in un settore in rapida espansione ma finora privo di un quadro giuridico solido. Il testo legislativo, sostenuto anche da una parte del Partito Democratico, attribuisce nuovi poteri alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), che avrà il compito di vigilare sull’applicazione della normativa.
A sorprendere è anche il sostegno dell’ex presidente Donald Trump, da sempre critico nei confronti delle criptovalute, ma oggi apertamente favorevole, complice anche il suo coinvolgimento in progetti come World Liberty Financial.
Tre leggi per costruire il nuovo assetto normativo
Oltre al Genius Act, la Camera ha approvato altre due proposte chiave: il Digital Asset Market Clarity Act of 2025, pensato per chiarire la natura giuridica degli asset digitali, e l’Anti-CBDC Act, che impedisce alla Federal Reserve di emettere una propria valuta digitale. I tre testi, dopo aver superato l’esame procedurale, passano ora al Senato per l’approvazione definitiva.
Secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, Trump starebbe inoltre preparando un ordine esecutivo per permettere l’inserimento di criptovalute, oro e private equity nei portafogli pensionistici statunitensi.
Mercati in fermento: Bitcoin ed Ethereum ai massimi
La reazione dei mercati non si è fatta attendere. Bitcoin ha superato per la prima volta la soglia dei 120.000 dollari, segnando un nuovo massimo storico. Ethereum, invece, ha beneficiato della crescente adozione delle stablecoin e dei protocolli DeFi, consolidando il proprio ruolo di infrastruttura chiave dell’ecosistema crypto.
Steve Sosnick, chief strategist di Interactive Brokers, ha osservato che “il rally era in parte già stato scontato nelle settimane precedenti all’annuncio, ma il fatto che non ci sia stata una correzione immediata fa pensare a una fiducia diffusa sulla futura approvazione del pacchetto legislativo”.
Il sorpasso delle altcoin
Secondo i dati di TradingView, la capitalizzazione del mercato crypto al netto di Bitcoin ed Ethereum è aumentata del 25,4% nell’ultimo mese. Ethereum ha registrato un +43,6%, mentre Bitcoin si è fermato a +14,1%. Le altcoin stanno dunque guadagnando terreno, segno che gli investitori stanno diversificando e puntando su progetti con forti basi tecnologiche e funzionali.
Stablecoin: l’ascesa di una moneta parallela
L’approvazione del Genius Act potrebbe rappresentare una svolta anche per l’integrazione delle stablecoin nel sistema finanziario tradizionale. Il requisito di collateralizzazione in dollari o asset a basso rischio dona a questi token caratteristiche simili a una “quasi-moneta digitale”, adatta a microtransazioni e pagamenti istantanei.
Giganti come Walmart e Amazon stanno valutando la possibilità di emettere stablecoin proprietarie, con l’obiettivo di abbattere i costi legati alle commissioni delle carte di credito. Questo potrebbe innescare una domanda massiccia per stablecoin regolamentate, aumentando la fiducia degli utenti e l’efficienza nei pagamenti.
Implicazioni macroeconomiche
L’introduzione di una normativa federale per le stablecoin non avrà solo conseguenze di mercato. Secondo diversi analisti, l’obbligo di riserva in asset sicuri potrebbe accrescere la domanda per i titoli di Stato americani, offrendo un sostegno indiretto alla gestione del debito pubblico, oggi oltre i 34 trilioni di dollari.
Tuttavia, l’espansione globale delle stablecoin denominate in dollari – come USDC (Circle) o PYUSD (PayPal) – potrebbe dare origine a un “dollaro digitale ombra” non controllato direttamente dalla Federal Reserve. Questo fenomeno solleva interrogativi sulla tenuta della sovranità monetaria statunitense.
Il rischio di un sistema ibrido
L’approvazione dell’Anti-CBDC Act, che vieta alla Federal Reserve di emettere una propria valuta digitale, rischia di lasciare spazio a una struttura monetaria ibrida, dove soggetti privati esercitano funzioni tipiche di un’autorità monetaria. In questo scenario, colossi tecnologici come Amazon, PayPal e Circle potrebbero assumere un ruolo sistemico, potenzialmente in conflitto con la banca centrale americana.
È in questo contesto che si inserisce il dibattito, già avviato a livello accademico e istituzionale, sul ruolo delle criptovalute private in un ecosistema finanziario sempre più digitalizzato, dove i confini tra pubblico e privato si fanno ogni giorno più sfumati.

