CONDANNATO L’EX QUESTORE RENATO CORTESE PER IL CASO SHALABAYEVA
La Corte d’Appello di Firenze ha condannato a quattro anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici l’ex Questore Renato Cortese, insieme ad altri quattro ex funzionari della Polizia di Stato, per il reato di sequestro di persona legato all’espulsione del 2013 di Alma Shalabayeva e della figlia minorenne Alua.
Una sentenza che ribalta completamente il verdetto della Corte d’Appello di Perugia, che aveva assolto tutti gli imputati, e si pone in contrasto anche con la richiesta di assoluzione formulata dal procuratore generale di Firenze.
CHI È RENATO CORTESE E COSA HA FATTO PER LO STATO
Renato Cortese è considerato uno dei poliziotti più brillanti della recente storia italiana.
Nel corso della sua carriera ha:
-guidato operazioni decisive contro la criminalità organizzata;
-contribuito alla cattura di alcuni dei più pericolosi latitanti di Cosa Nostra, tra cui Giovanni Brusca e Bernardo Provenzano;
-diretto strutture investigative cruciali;
-ricoperto incarichi apicali fino al ruolo di Questore.
Per molti addetti ai lavori era destinato a diventare futuro Capo della Polizia.
CASO SHALABAYEVA
Nel maggio 2013, Alma Shalabayeva – moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov – e la figlia di sei anni vennero prelevate da una villa a Roma durante un intervento di polizia e, in poche ore, espulse dall’Italia su un volo privato diretto in Kazakistan.
La procedura fu poi giudicata anomala e irregolare:
-tempi troppo rapidi,
-mancata valutazione dei rischi di persecuzione,
-una grave crisi diplomatica e politica come conseguenza.
L’espulsione fu successivamente annullata, e la vicenda rimase al centro di un lungo dibattimento giudiziario durato dodici anni.

LE DURE DICHIARAZIONI DELL’ANSI Nazionale e di ANSI España
L’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia (ANSI) ha espresso pubblicamente il proprio dissenso.
Il Presidente Nazionale Gaetano Ruocco ha parlato di:
“sconcerto per la sentenza” e di “solidarietà incondizionata a uno dei migliori elementi della Polizia di Stato”;
Ruocco ha sottolineato come Cortese abbia servito lo Stato con risultati eccezionali nella lotta alla mafia e ha definito “incomprensibile” che un funzionario con un simile curriculum venga oggi condannato.
Il presidente ANSI España, Danilo Bianchini ha dichiarato :
Restiamo sconcertati di fronte a una condanna che contraddice anni di indagini, un precedente giudizio assolutorio e persino la richiesta del procuratore generale. Non possiamo ignorare che Renato Cortese ha scritto pagine fondamentali nella lotta alla criminalità organizzata italiana. È paradossale che un servitore dello Stato di tale livello si ritrovi oggi a dover difendere la propria onorabilità. Attendiamo le motivazioni per comprendere come si sia potuti giungere a un simile ribaltamento.»
La Presidenza Nazionale ha lanciato una iniziativa per la raccolta di firme a favore di Renato Cortese al seguente link:
https://c.org/nWbkz6mzts
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