La Audiencia Provincial di Santa Cruz de Tenerife ha condannato un uomo a 31 anni di carcere – di cui 20 da scontare effettivamente – per aver aggredito sessualmente una donna durante il periodo natalizio del 2022 in un edificio situato nel centro della capitale.
La sentenza, resa pubblica questo venerdì, conferma che l’imputato, un giovane di 24 anni di nazionalità marocchina, arrivato alle Canarie su una barca attraverso l’isola di Lanzarote e ospitato nel centro di accoglienza per migranti di Las Raíces, ha sorpreso la vittima, una donna di 59 anni, mentre questa cercava di accedere al suo posto di lavoro intorno alle 6:30 del mattino nell’Edificio Olympo.
L’aggressore l’ha seguita nei corridoi fino a quando la donna è rimasta sola e ha alzato la saracinesca elettrica del locale, situato al primo piano. A quel punto, l’uomo le si è scagliato contro, spingendola all’interno, strappandole le chiavi per impedirle la fuga.
In seguito, ha inflitto alla vittima un pestaggio brutale, come riportato nella sentenza: l’ha colpita ripetutamente con schiaffi, pugni, spinte contro i mobili, strattoni, tirate di capelli, calci e perfino tentativi di strangolamento.
Il pestaggio è durato oltre dieci minuti e la corte ha sottolineato che la violenza impiegata dall’aggressore è stata “feroce, crudele e sproporzionata”, persino rispetto al suo obiettivo di sottomettere la donna e aggredirla sessualmente.
Successivamente, mentre perpetrava la violenza sessuale, ha continuato a colpirla e a stringerle il collo, impedendole di respirare, fino a quando la vittima, ormai esausta, ha smesso di opporre resistenza per paura di essere uccisa.
Dopo l’aggressione, ha trattenuto la donna nel locale, impedendole di fuggire. Ogni tentativo di scappare è stato punito con nuove aggressioni fisiche e sessuali. Alla fine, ha deciso di abbandonare la scena quasi un’ora e mezza dopo, non prima di averle rubato 30 euro, le chiavi del locale e le scarpe.
L’uomo ha minacciato di morte la vittima se avesse denunciato l’accaduto. È stato arrestato dalla Polizia Nazionale intorno alle 8:30 del mattino, mentre cercava di prendere il tram per tornare al centro di accoglienza di Las Raíces. Nel frattempo, la vittima, in stato di shock e gravemente ferita, era riuscita a chiamare il marito e il proprietario dell’azienda.
È stato il portiere dell’edificio a trovarla circa dieci minuti dopo la fuga dell’aggressore.
Sei mesi per riprendersi e una diagnosi di incapacità lavorativa permanente
La vittima ha impiegato sei mesi per guarire e stabilizzare le ferite, pur non essendo stata ricoverata. Tuttavia, ha contratto sifilide e epatite, infezioni che si sono protratte fino a maggio 2023.
A causa dell’aggressione, soffre di disturbo da stress post-traumatico e disturbi ansioso-depressivi, con sintomi come attacchi di panico, vertigini, insonnia, tristezza profonda, senso di colpa, bassa autostima, evitamento sociale, difficoltà di concentrazione e instabilità emotiva.
Per questi motivi, continua a ricevere cure psichiatriche ed è stata dichiarata permanentemente inabile al lavoro.
La corte ha evidenziato la “violenza sproporzionata” e le condizioni “particolarmente degradanti e umilianti” in cui si è svolta l’aggressione, che è avvenuta in tre fasi distinte. L’imputato ha persino costretto la vittima ad aiutarlo a rivestirsi e ha cercato di baciarla prima di andarsene. Alcune parti delle aggressioni sono state registrate dalle telecamere di sicurezza dell’edificio.
La sentenza ha escluso che l’aggressore fosse sotto l’effetto di alcol o droghe, nonostante avesse potuto consumare sostanze la notte precedente. La corte ha ritenuto che il crimine fosse stato pianificato e che l’uomo avesse il pieno controllo della situazione.
31 anni di carcere e 75.000 euro di risarcimento
L’imputato è stato riconosciuto colpevole di:
- Violenza sessuale continuata con penetrazione vaginale, anale e orale, accompagnata da violenza e intimidazione.
- Lesioni fisiche e psicologiche (6 anni di carcere).
- Rapina violenta (3 anni di carcere).
- Minacce (2 anni di carcere).
Inoltre, dovrà risarcire la vittima con 25.000 euro per le lesioni fisiche e 50.000 euro per i danni morali.
Contro la sentenza è possibile presentare ricorso presso la Sala Civile e Penale del Tribunale Superiore di Giustizia delle Canarie (TSJC).

