CHIRURGO ARRESTATO A MURCIA: VIOLENZA SESSUALE SU UNA PAZIENTE ANESTETIZZATA IN SALA OPERATORIA
Un grave episodio di cronaca giudiziaria scuote la Spagna. Un chirurgo plastico è stato arrestato e posto in custodia cautelare in carcere con l’accusa di aggressione sessuale ai danni di una paziente anestetizzata durante un intervento chirurgico in una clinica privata di Murcia.
I fatti risalgono al 4 dicembre 2025 e si sarebbero verificati all’interno della sala operatoria dell’ospedale IMED Virgen de la Fuensanta, dove la donna era sottoposta a un intervento di chirurgia estetica con anestesia generale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la paziente era completamente incosciente al momento dei presunti abusi.
A far emergere il caso sono state due infermiere presenti in sala operatoria, che avrebbero notato comportamenti ritenuti anomali e incompatibili con l’atto medico. Le due professioniste avrebbero quindi registrato un video con i loro telefoni cellulari, documentando quanto stava accadendo. Il filmato è stato consegnato alla direzione sanitaria ed è ora agli atti dell’indagine come elemento di prova.
La direzione dell’ospedale ha immediatamente attivato i protocolli interni e avvisato la Policía Nacional, che ha avviato l’inchiesta. Il medico è stato successivamente rintracciato e arrestato ad Alicante, città in cui risiede e dove gestisce una propria clinica privata.
Comparso davanti al giudice, il chirurgo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nonostante ciò, l’autorità giudiziaria ha disposto la prigione preventiva senza possibilità di cauzione, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione del reato.
Il gruppo sanitario IMED ha precisato che il medico non faceva parte del personale fisso della struttura, ma aveva affittato la sala operatoria per l’intervento, sottolineando la piena collaborazione con le autorità e il sostegno alle infermiere che hanno segnalato l’accaduto.
Le indagini, coordinate dal tribunale di Molina de Segura e dall’unità specializzata UFAM, proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda. Il caso ha suscitato forte indignazione e riacceso il dibattito sulla sicurezza dei pazienti e sui controlli nelle strutture sanitarie private.
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