La Fiscalía Provincial (Procura Provinciale) di Santa Cruz de Tenerife ha richiesto una condanna a sei anni di carcere per una donna, di nazionalità colombiana e in situazione irregolare in Spagna, per il tentativo di sequestro di due fratelli avvenuto nella capitale Tinerfeña.
Nel primo caso, secondo quanto riportato da Europa Press, la donna ha approfittato della distrazione dei parenti, che si trovavano all’interno di un bar della capitale per afferrare il bambino e scappare via correndo. Per fortuna uno dei dipendenti del bar si accorse dell’accaduto, e ha avvisato immediatamente lo zio del bambino, che è corso dietro alla donna riuscendo a raggiungerla e avere una collutazione fisica con lei, riuscendo a farle lasciare il bambino mentre la donna cercava di opporre resistenza.Sul posto intervennero gli agenti della Polizia Locale che procedettero ad arrestare la donna.
In un altra occasione, la stessa ha cercato nuovamente di rapire il figlio più piccolo mentre insieme a sua madre stava per salire su un autobus nei parcheggi esterni dell’intercambiador di Santa Cruz. L’imputata chiese alla madre di consegnargli il bambino, per poi cercare di portare via il piccolo con la forza, arrivando allo scontro fisico con la madre. Il tentativo di rapimento fallì perché la mamma ed i due bambini riuscirono a scappare all’interno della stazione degli autobus. Prima di allontanarsi, l’imputata gridò alla madre di “ricordarsi il suo volto”.
I due minori, come riportato dalla Procura, “hanno subito una grande paura a causa di quanto accaduto e rivivono con timore l’esperienza traumatica”. La donna imputata, dopo essere stata portata davanti al giudice e sottoposta a valutazione psicologica, è stata diagnosticata affetta da un disturbo di instabilità emotiva di personalità borderline, malattia che non le impedisce di comprendere la malvagità dei suoi atti e agire di conseguenza.
In effetti, è stata dimessa dalla psichiatra di turno e sette giorni dopo ha ripetuto il suo comportamento. Pertanto, data la gravità dei fatti e la pericolosità dell’imputata, il giudice del caso ha emesso un decreto di custodia cautelare in carcere senza possibilità di cauzione, situazione in cui si trova attualmente.
La Procura ritiene che i fatti esposti costituiscano due reati di sequestro illegale dei due minori, in grado di tentata esecuzione, e chiede anche il divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri dai minori per un periodo di cinque anni superiore alla pena comminata, nonché l’espulsione del paese come parte della pena. La Procura inoltre chiede il pagamento della somma di 3.000 euro a ciascuno dei minori a titolo di risarcimento.
Resta da vedere se il giudice accoglierà le richieste avanzate dalla Procura. Il processo si terrà il prossimo lunedì alle 09:30 presso la sesta sezione della Corte Provinciale.

