La cattiva notizia: le Canarie hanno uno dei carrelli della spesa più costosi di tutta la Spagna.
“Fare la spesa è sempre più caro”. E’ una delle frasi alla quale negli ultimi tempi ci siamo abituati. Negli ultimi mesi il prezzo di molti prodotti alimentari è aumentato sensibilmente, ma c’è una questione che suscita curiosità: perché gli yogurt sono così costosi nei supermercati dell’arcipelago?
L’Organización de Consumidores y Usuarios (In italiano “Organizzazione dei Consumatori e degli Utenti”), ha elaborato questo mese un rapporto nel quale indica quali sono i supermercati dove fare la spesa è più conveniente. Da questa analisi di mercato, è emerso che Las Palmas de Gran Canaria è la città più cara di tutta la Spagna per fare la spesa.
In un contesto segnato dalla alta inflazione, i prodotti inclusi nel carrello della spesa per fare la comparazione sono rincarati del 14,1%, il che rappresenta il secondo aumento più consistente registrato nei 35 anni che viene effettuato questo studio. “I consumatori hanno dovuto affrontare un aumento del 30,8% nei costi di alimentari e prodotti per l’igiene e la pulizia in due anni, è molto significativo e non accadeva da molto tempo”, ha commentato il portavoce dell’OCU, Enrique García.
Perché sono così cari gli yogurt di ogni tipo?
Se gli yogurt speciali o con particolari caratteristiche sono sempre stati più costosi, negli ultimi mesi abbiamo assistito a rincari generalizzati, riguardanti tanto le marche più famose quanto quelle meno conosciute. Questo è dovuto al fatto che dall’inizio dell’anno, come segnala Business Insider, il prezzo del latte è aumentato notevolmente e ha contagiato anche i suoi derivati, insieme all’aumento di altri prodotti come l’olio o lo zucchero “Questo aumento è in parte dovuto alla scarsità dell’offerta: dopo il COVID-19, molte aziende agricole hanno dovuto chiudere. Una situazione che è solo peggiorata con il crollo degli allevatori spagnoli a causa della guerra in Ucraina”.
Gli aumenti di prezzo hanno costretto molti cittadini a modificare le proprie abitudini alimentari, limitando e in alcuni casi rinunciando all’acquisto di prodotti che, fino a qualche tempo fa, venivano comprati abitualmente.

