CASO MARROCCELLA, SOLIDARIETÀ ANCHE DALLA SPAGNA: ASSOCIAZIONI IN CAMPO E RACCOLTE FONDI A SOSTEGNO DEL VICEBRIGADIERE
Prosegue e si rafforza la mobilitazione in favore del vicebrigadiere dei Carabinieri Emanuele Marroccella, condannato in primo grado a tre anni di reclusione per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. Alla vasta rete di solidarietà attivata in Italia tramite numerose associazioni, si è aggiunta anche la Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia, con tutte le sue delegazioni Nazionali ed Internazionali, tra cui ANSI España.
I FATTI E LA CONDANNA
La vicenda risale alla notte tra il 19 e il 20 settembre 2020, nel quartiere Eur di Roma, quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile intervenne per un tentativo di furto. Durante l’operazione uno dei sospetti aggredì un carabiniere, ferendolo con un cacciavite. Nella fase successiva, mentre l’uomo tentava la fuga, il vicebrigadiere Marroccella esplose due colpi d’arma da fuoco, uno dei quali risultò mortale.
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la legittimità dell’intervento iniziale, ma ha ritenuto sproporzionato l’uso dell’arma nella fase finale, infliggendo una condanna a tre anni di reclusione, l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e una provvisionale di 125 mila euro a favore dei familiari della vittima, oltre alle spese legali. La sentenza non è definitiva ed è già stato annunciato ricorso in appello.
SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE: LA PRESA DI POSIZIONE DALLA SPAGNA
Tra le prese di posizione più rilevanti figura quella della delegazione spagnola dell’Associazione Sottufficiali d’Italia, (ANSI España) che ha espresso ufficialmente la propria vicinanza al vicebrigadiere.
Il Presidente ANSI España Danilo Bianchini ha denunciato con forza l’accaduto, sottolineando le conseguenze che decisioni di questo tipo possono avere sul personale in uniforme:
«La Giustizia dovrebbe sempre essere dalla parte delle Forze dell’Ordine», ha dichiarato Bianchini, evidenziando il rischio che chi opera quotidianamente per garantire la sicurezza possa trovarsi esposto a gravi conseguenze giudiziarie anche in contesti di elevato pericolo.
LE RACCOLTE FONDI E IL SOSTEGNO CONCRETO
Accanto alla solidarietà morale, molte associazioni hanno deciso di offrire un sostegno concreto. Diverse realtà associative, tra cui l’ANSI (Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia), hanno promosso raccolte fondi per aiutare il vicebrigadiere ad affrontare le ingenti spese legali e gli oneri economici derivanti dalla sentenza.
Il Presidente Nazionale Gaetano Ruocco ha espresso solidarietà al collega affermando che ha fatto il suo dovere. Anche se e un atto dovuto dalla Magistratura il lavoro dei Carabinieri al servizio della Patria e della sicurezza dei cittadini non si discute queste tristi vicende purtroppo si riflettono sulle famiglie dei militari occorre intervenire per migliorare la legislazione attuale anche per fare si che i cittadini abbiano fiducia delle Istituzioni.
Un gesto che, secondo i promotori, non rappresenta soltanto un aiuto personale, ma anche un atto simbolico di vicinanza verso tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine che operano quotidianamente in situazioni complesse e ad alto rischio.
UN CASO SIMBOLO PER LE FORZE DELL’ORDINE
Il “caso Marroccella” è ormai considerato da molte associazioni un caso emblematico, capace di sollevare interrogativi più ampi su:
limiti e interpretazione dell’uso legittimo delle armi;
definizione dell’eccesso colposo;
necessità di tutele giuridiche più chiare per chi garantisce la sicurezza pubblica.
In attesa del giudizio di appello, la vicenda continua a dividere l’opinione pubblica e ad alimentare un confronto acceso tra giustizia, sicurezza e politica, mentre la mobilitazione associativa — anche oltre i confini nazionali — non accenna a fermarsi.
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