Il tasso di abbandono scolastico è tornato a crescere nelle Canarie, raggiungendo il 14,4%, un dato superiore alla media nazionale spagnola che, secondo l’ultima rilevazione dell’Indagine sulla Popolazione Attiva (EPA), si è attestata a giugno al 12,6%.
L’incremento rappresenta 1,3 punti percentuali in più rispetto alla chiusura del 2024 (13,1%) e riporta l’arcipelago quasi agli stessi livelli del 2023 (14,7%).
Le differenze territoriali restano molto marcate: nel 2025 si registra un divario tra il 20,6% di abbandono precoce nella Regione di Murcia e il 3,8% dei Paesi Baschi. Anche Cantabria (6,1%), Madrid (9,3%) e Navarra (9,6%) presentano dati bassi, a fronte dell’alta percentuale delle città autonome di Ceuta e Melilla (18,8%).
Alcune comunità autonome hanno compiuto progressi significativi. L’Andalusia è passata dal 16,9% nel 2023 al 15,5% nel 2024 e al 14,8% nel 2025. Anche Castilla y León ha ridotto l’abbandono scolastico fino al 9,7% quest’anno, mentre la Comunità Valenciana è scesa dal 15% nel 2023 al 13,8% nel 2025.
Secondo un’analisi del servizio Studi di Funcas, consultata dall’agenzia EFE, negli ultimi due trimestri del 2024 e nei primi due del 2025 il tasso di abbandono in Spagna – che misura la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che non hanno completato la scuola secondaria superiore e non proseguono gli studi – è diminuito di quattro decimi.
La serie storica mostra che il dato era rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi anni: 13,3% nel 2021, 13,9% nel 2022, 13,7% nel 2023 e 13% nel 2024.
Nonostante il miglioramento, la Spagna resta lontana dall’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030. «Siamo ancora il secondo Paese con il tasso più alto di abbandono nell’UE, meglio soltanto della Romania (16,8%), e distanti dalla media europea, oggi al 9,3%», ha dichiarato a EFE il direttore dell’area Educazione di Funcas, Ismael Sanz.
Il rapporto evidenzia inoltre la forte correlazione tra abbandono scolastico e livello di istruzione delle famiglie: i giovani le cui madri hanno solo studi primari hanno una probabilità 14 volte maggiore di abbandonare la scuola rispetto a quelli con madri laureate.
La Commissione europea ha segnalato che, dopo la pandemia, i casi di assenteismo prolungato (oltre tre mesi consecutivi senza frequentare) sono aumentati in particolare tra gli studenti più svantaggiati, con ricadute negative attese sul mercato del lavoro: minori opportunità, salari più bassi e maggior rischio di disoccupazione.
Per contrastare l’abbandono precoce, gli esperti di Funcas suggeriscono una combinazione di misure: riduzione del numero di studenti per classe, tutoraggio personalizzato, incentivi per docenti esperti nei centri scolastici più vulnerabili, maggiore flessibilità nella formazione professionale, orientamento educativo più vicino alle esigenze del mercato del lavoro e programmi di sostegno mirati.

