Come accade per altri progressi in campo sanitario e scientifico, anche la lotta contro il radon, un gas radioattivo di origine naturale, è relativamente recente. In Spagna, il Governo centrale ha approvato nel 2022 un decreto reale che ha portato, all’inizio del 2024, alla nascita di un Piano nazionale volto a ridurre gli effetti di questa sostanza incolore, inodore e insapore, generata dalla decomposizione dell’uranio presente nel suolo, nelle rocce e nelle acque sotterranee.
Dopo aver analizzato numerose città, lo Stato ha concesso alle Comunità autonome tempo fino al maggio 2026 per elaborare le proprie mappe di rischio. Nel caso delle Canarie, il Governo regionale intende includere tutti gli 88 comuni dell’arcipelago per poter raccomandare misure precise a enti pubblici e cittadini, considerato che il radon può accumularsi in ambienti chiusi e scarsamente ventilati, e la sua inalazione prolungata è associata al cancro ai polmoni — seconda causa della malattia nel mondo dopo il tabacco.
Disaccordo con i dati del Governo centrale
Il direttore di Sanità Pubblica, José Díaz Flores, ha spiegato che l’Esecutivo canario non condivide le conclusioni dello studio statale che indicava livelli elevati di radon nelle quattro principali città dell’arcipelago (Las Palmas, Santa Cruz de Tenerife, La Laguna e Telde). Secondo i dati regionali, infatti, circa l’80% del territorio urbano di queste aree risulta libero dal gas.
Per questo motivo, il Governo delle Canarie ha deciso di mappare l’intero arcipelago, effettuando misurazioni in tutte le otto isole e nei loro 88 municipi. Le rilevazioni si svolgono tra ottobre e maggio, poiché nei mesi estivi la ventilazione artificiale altera i risultati. L’obiettivo è completare il lavoro entro il maggio 2026, rispettando i tempi previsti dal Piano nazionale.
Come si svolgono le misurazioni
Le indagini vengono condotte in collaborazione con diversi enti, tra cui l’Istituto Canario di Sicurezza sul Lavoro (Icasel) e la Viceconsejería de Infraestructuras. Le misurazioni riguardano sia gli ambienti di lavoro — come ambulatori e uffici situati ai piani bassi — sia le abitazioni private.
Il limite di sicurezza è fissato a 300 becquerel per metro cubo (Bq/m³); al di sopra di tale soglia si considera necessario intervenire. Le azioni previste includono miglioramento della ventilazione, impermeabilizzazione dei suoli nelle nuove costruzioni e, se necessario, ricollocazione del personale esposto.
Informazione e prevenzione
Díaz Flores sottolinea che l’obiettivo è fornire ai cittadini informazioni chiare e precise, senza generare allarmismi, ma spiegando dove e come agire in caso di rischio. Il nuovo mappa servirà anche a evitare che i comuni con basso livello di radon siano costretti a sostenere costi inutili per misure preventive eccessive.
Un problema europeo
Il piano nazionale nasce da una direttiva europea del 2013 che obbliga gli Stati membri dell’UE ad adottare strategie contro l’esposizione al radon.
Alcune regioni spagnole, come la Galizia, risultano molto più colpite a causa delle caratteristiche del terreno, ricco di rocce ignee e metamorfiche. Nelle Canarie, invece, la situazione appare più contenuta, ma il Governo regionale mantiene il monitoraggio costante e aggiorna regolarmente i dati insieme al Ministero della Sanità e al Consiglio di Sicurezza Nucleare.
Secondo l’ultimo studio nazionale del 2017, il radon è responsabile del 3,8% dei casi di tumore ai polmoni in Spagna, con circa cinque decessi ogni 100.000 abitanti nelle Canarie. Le autorità locali ritengono tuttavia necessario aggiornare presto queste cifre, alla luce delle nuove misurazioni in corso.
