L’imprudenza è la principale causa: molti si sono immersi in mare nonostante gli avvisi di allerta per onde alte
Nel corso dei primi nove mesi del 2025, 48 persone hanno perso la vita per annegamento alle Canarie, tre in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Secondo l’associazione Canarias, 1.500 km de costa, la causa principale resta l’imprudenza: il 40% delle vittime e il 35% del totale degli incidenti si sono verificati mentre era in vigore una preallerta o allerta per fenomeni costieri avversi.
Il 30 settembre si sono registrate due nuove scomparse nel sud di Gran Canaria. In un caso, a Castillo del Romeral (San Bartolomé de Tirajana), è stato perso il contatto con un uomo di circa 30 anni, residente nella zona, che si era tuffato in mare per recuperare la propria moto d’acqua alla deriva.
Nel secondo episodio, a Mogán, un bagnante è scomparso dopo essersi immerso in mare nelle prime ore del mattino insieme a un amico: solo uno dei due riuscì a tornare a riva.
I dati provvisori raccolti indicano che nel solo mese di settembre si sono verificati 26 incidenti in ambienti acquatici delle isole: 9 morti, 2 bagnanti in condizioni critiche, 2 gravi, 6 feriti moderati, 3 lievi e 2 salvataggi senza conseguenze.
La media mensile di decessi per annegamento alle Canarie resta di 5 morti al mese, in calo rispetto al 2024 (6 al mese).
Complessivamente, dall’inizio dell’anno:
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48 morti per annegamento.
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11 bagnanti assistiti in condizioni critiche.
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19 gravi, 45 moderati, 15 lievi e 15 salvataggi senza conseguenze.
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154 persone coinvolte in incidenti in mare o in piscina.
Tra le vittime si contano 15 minorenni: 4 morti, 1 in condizioni critiche, 4 gravi, 5 moderati e 1 illeso.
Per fasce d’età:
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il 36% (17 persone) erano adulti,
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il 31% (15) aveva più di 60 anni,
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il 25% (12) di età non specificata.
Per nazionalità: 10 delle 48 vittime erano straniere (4 britannici, 2 polacchi, 1 italiano, 3 di nazionalità non precisata).
Il 73% delle vittime erano uomini (35) e il 27% donne (13).
Per attività al momento dell’incidente:
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bagnanti (67%),
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pescatori (17%),
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altri casi o senza dati specifici (16%).
Per localizzazione:
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Tenerife (14 morti),
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Gran Canaria (13),
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Lanzarote (7),
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Fuerteventura (6),
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La Gomera e El Hierro (3 ciascuna),
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La Palma (2).
La maggior parte degli incidenti si è verificata in spiaggia (54%), seguita da porti e zone costiere (19%), piscine naturali (17%) e piscine artificiali (10%).
Il 67% è avvenuto di pomeriggio, il 23% di mattina, il 2% di notte; nell’8% dei casi non si conosce l’orario preciso.

