Gli utenti dell’energia elettrica che attivano oggi un servizio di fornitura sul mercato libero si ritroveranno a pagare fino a 1.776 euro annui in più rispetto alla bolletta media del Servizio a Tutele Graduali che scatterà il prossimo 1 luglio. Questo fenomeno, che sembra un paradosso, nasconde una serie di intricati dettagli che meritano di essere esplorati.
IIl passaggio al mercato libero è una scelta sempre più comune per gli utenti dell’energia elettrica. Tuttavia, ciò che sembrerebbe un vantaggio economico potrebbe rivelarsi un doppio paradosso per molti consumatori.
Il Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) ha analizzato le offerte dei 7 gestori vincitori delle aste dell’Acquirente Unico per il Servizio a Tutele Graduali. Questi gestori rappresentano il 70,49% del mercato e forniranno elettricità a tutti i clienti della maggior tutela non vulnerabili (circa 5 milioni) dall’1 luglio. Chi non ha scelto un operatore del libero mercato passerà automaticamente dal Servizio a Tutele Graduali, godendo di un risparmio stimato di circa 131 euro all’anno rispetto alle attuali tariffe del mercato tutelato.
Ma quanto pagheranno gli utenti che invece vorranno scegliere sul mercato libero gli stessi 7 operatori che gestiranno il Servizio a Tutele Graduali? Attraverso l’apposito portale delle offerte di Arera e gestito dall’Acquirente Unico, si possono verificare le attuali migliori proposte di questi 7 gestori, scoprendo che per il medesimo servizio (la fornitura di energia elettrica) le tariffe in tale mercato sono sensibilmente più elevate.
Chi attiva oggi un’offerta a prezzo variabile si ritroverà a spendere da un minimo di +162 euro annui rispetto alle tutele graduali a un massimo di +573 euro. La situazione peggiora se si opta per un contratto a prezzo fisso, dove le tariffe sono ancora più alte rispetto al prezzo variabile. In questo caso, per chi attiva oggi una fornitura elettrica con uno degli operatori vincitori delle aste, la maggiore spesa rispetto alla bolletta media del Servizio a Tutele Graduali andrà da un minimo di +204 euro a un massimo addirittura di +1.776 euro annui a utenza.
Il presidente del comitato scientifico del Crc e presidente onorario di Assoutenti, Furio Truzzi, denuncia questo assurdo paradosso. A partire dal prossimo 1 luglio, i clienti del mercato libero si ritroveranno a pagare tariffe della luce più salate rispetto alle tutele graduali, pur scegliendo lo stesso gestore che fornisce il servizio in entrambi i mercati. Non solo: anche gli utenti vulnerabili che rimarranno nel mercato tutelato saranno svantaggiati, con una bolletta media più elevata di 131 euro annui rispetto al Servizio a Tutele Graduali12.
In conclusione, il passaggio al mercato libero potrebbe comportare un aumento significativo delle spese per l’energia elettrica, e gli utenti dovrebbero valutare attentamente le offerte disponibili per evitare spiacevoli sorprese sulla bolletta.

