Ieri 5 dicembre 2024 Bitcoin ha infranto una barriera simbolica: il muro dei 100.000 dollari per unità. Questo risultato segna un momento storico per la principale criptovaluta mondiale, raggiunto a poco più di sei mesi dall’halving avvenuto a maggio. Gli halving, eventi che dimezzano le ricompense per i miner e riducono l’emissione di nuovi Bitcoin, hanno da sempre svolto un ruolo cruciale nell’andamento del prezzo del BTC, come dimostrato nei cicli precedenti:
- Dopo l’halving del 2012, Bitcoin superò per la prima volta i 1.000 dollari.
- Nel 2016, raggiunse i 10.000 dollari.
- Nel 2020, infranse i 60.000 dollari, spianando la strada al traguardo attuale.
L’ascesa di Bitcoin verso i 100.000 dollari è stata alimentata da fattori globali e macroeconomici. L’approvazione di ETF spot, l’accumulo da parte di grandi aziende come MicroStrategy (che possiede oltre 331.000 BTC) e la crescente incertezza economica hanno rafforzato il ruolo di Bitcoin come bene rifugio. Inoltre, la fiducia dei miner, che continuano ad accumulare piuttosto che vendere i loro BTC, ha contribuito alla solidità del mercato.
Anche i trend macroeconomici, come l’instabilità in Europa e in Russia, hanno giocato un ruolo. L’incertezza legata alle politiche fiscali dell’Eurozona e la crisi valutaria russa hanno spinto gli investitori verso asset alternativi come Bitcoin.
Secondo gli analisti, l’attuale corsa rialzista non ha ancora raggiunto il suo picco. Mentre alcuni prevedono una correzione a breve termine, altri, come l’analista Pav Hundal, ritengono che Bitcoin possa superare i 103.000 dollari entro la fine dell’anno, con prospettive ancora più ambiziose per il 2025.
Questa soglia dei 100.000 dollari, oltre a essere un risultato economico, rappresenta un traguardo psicologico per la criptovaluta, consolidandone ulteriormente la percezione come riserva di valore globale e investimento strategico

