Il sindaco della città, Jaume Collboni, ha annunciato che non concederà nuove licenze. I sindacati degli inquilini denunciano che la misura “non servirà a nulla” se non verranno proibiti anche gli affitti stagionali.
Il Comune di Barcellona non concederà più licenze per abitazioni ad uso turistico e non rinnoverà quelle esistenti, in applicazione della norma catalana per regolare il mercato immobiliare. Il sindaco della città, Jaume Collboni, ha confermato che ha previsto di eliminare i 10.101 appartamenti turistici presenti nella capitale catalana entro il 2029.
Collboni ha annunciato anche che proporrà una modifica nella politica di riserva del 30% per le nuove promozioni e grandi ristrutturazioni di edifici residenziali, in vigore dal 2018. Con questa serie di misure, il PSC intende incrementare il parco immobiliare della città e frenare l’aumento dei prezzi degli affitti.
Il sindaco di Barcellona ha spiegato che il suo obiettivo è che “a partire dal 2029 scompaia la figura dell’appartamento turistico” così come è concepita attualmente, una proposta che dovrà prima essere approvata dagli altri gruppi del Consiglio Comunale. Collboni assicura che l’intenzione è di recuperare per uso residenziale tutti gli appartamenti vacanzieri che si estendono per la città.
Il Comune prenderà come base il decreto legge approvato dalla Generalitat alla fine del 2023, che permette per la prima volta ai comuni di non rinnovare le licenze. Gli attuali permessi per gli appartamenti vacanzieri scadono nel 2028, cinque anni dopo l’entrata in vigore della citata norma. Collboni non ha intenzione di rinnovarli da quel momento in poi.
“Questo ci permetterà di mettere 10.101 abitazioni sul mercato degli affitti o in vendita”, ha precisato il sindaco. Collboni proporrà anche che la riserva del 30% per le abitazioni sociali nelle nuove promozioni e grandi ristrutturazioni di edifici residenziali possa essere applicata anche nei terreni vicini e che i promotori sociali possano realizzare le nuove costruzioni. I sindacati degli inquilini chiedevano da mesi misure per combattere il boom degli appartamenti turistici e porre limiti ai prezzi degli affitti.
La proposta annunciata dal Comune di Barcellona non sarà formalizzata fino alla prossima legislatura, dato che questa termina nel 2027. Quasi tutti i partiti politici con rappresentanza nell’amministrazione locale concordano sul fatto che gli appartamenti vacanzieri causano un danno all’accesso alla casa per i residenti. La vice sindaca, Laia Bonet, ha chiarito i dubbi sulla possibilità di dover indennizzare i proprietari di questo tipo di abitazioni che perderanno la licenza. La socialista ha ricordato che il decreto della Generalitat prevede che i cinque anni di tempo fino all’estinzione dei permessi fungano da indennizzo.
Il Sindicat de Llogateres i Llogaters ha riconosciuto su Twitter che è ancora presto per cantare vittoria. “Tutto dipenderà dal contesto politico del 2028, fino ad allora non vedremo alcun cambiamento e la situazione è critica. La misura non servirà a nulla se non verranno proibiti anche gli affitti stagionali”, avverte la piattaforma. Il sindacato denuncia inoltre che Collboni cerchi di “inserire di nascosto” anche un cambiamento per “eliminare il 30% obbligatorio di edilizia protetta” nella città.

