Nonostante il coprifuoco imposto dal primo ministro Sheikh Hasina, le strade della capitale Dhaka sono ancora teatro di manifestazioni studentesche contro il governo.
Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un avviso in cui sconsiglia fortemente di recarsi in Bangladesh a causa dei disordini civili in corso nella capitale, Dhaka. Il consiglio è di “riconsiderare i viaggi” nel paese. Nei prossimi giorni, gli Stati Uniti avvieranno il rimpatrio di alcuni diplomatici e delle loro famiglie dal paese, teatro da settimane di violenti scontri tra studenti e polizia. Il Dipartimento di Stato ha inoltre autorizzato la partenza volontaria dei dipendenti pubblici statunitensi non essenziali e dei loro familiari.
Almeno 133 persone hanno perso la vita questa settimana nel paese asiatico, dove dall’inizio di luglio si susseguono quasi quotidianamente manifestazioni contro un sistema di quote che riserva più della metà dei posti nelle funzioni pubbliche a specifici gruppi. Per sedare i crescenti disordini, i soldati pattugliano le città di tutto il Bangladesh, con la polizia antisommossa che non esita a sparare proiettili veri contro i manifestanti che sfidano il coprifuoco imposto dal governo.
La violenza degli scontri su tutto il territorio nazionale ha costretto il primo ministro Sheikh Hasina, al potere da 15 anni, a cancellare i suoi viaggi all’estero e a schierare l’esercito “a tutela dei civili”. Vista la situazione sempre più esplosiva nel paese, il portavoce del premier ha annunciato che sono state annullate le visite programmate in Spagna e Brasile.
La situazione in Bangladesh rimane altamente instabile, con le proteste che mostrano pochi segni di diminuire. Gli osservatori internazionali continuano a monitorare da vicino la situazione, mentre le organizzazioni per i diritti umani esprimono preoccupazione per l’uso della forza da parte delle autorità contro i manifestanti.

