Nel corso dei primi quattro mesi del 2022, il numero di decessi per annegamento nelle Isole Canarie ha registrato un significativo aumento del 54%, con un totale di 20 persone che hanno perso la vita in incidenti legati all’acqua. Questo dato rappresenta un aumento rispetto allo stesso periodo degli ultimi due anni, durante i quali erano decedute 13 persone.
Secondo quanto riportato dalla campagna “Canarias, 1500 Km de Costa”, la maggior parte degli incidenti si è verificata nonostante le avverse condizioni del mare e l’esposizione della bandiera rossa, che indica pericolo. Tale campagna, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica su questa problematica, ha evidenziato come molti incidenti siano avvenuti a seguito di imprudenti avventure in acqua.
Oltre alle 20 vittime, si registrano anche due feriti in condizioni critiche, quattro gravi, 16 con ferite moderate e 6 con lesioni lievi. Inoltre, sono stati effettuati con successo 9 interventi di salvataggio. Il 75% dei decessi coinvolge persone di nazionalità straniera, provenienti da sette paesi diversi, con Polonia, Germania e Regno Unito tra le nazionalità più rappresentate.
Analizzando l’età delle vittime, emerge che il 40% degli annegamenti riguarda adulti, mentre il 25% ha più di 60 anni. Per quanto riguarda la distribuzione per isola, Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura e Lanzarote riportano 4 decessi ciascuna, mentre La Gomera ne conta 3 e El Hierro 1. Al contrario, nelle isole di La Palma e La Graciosa non sono stati registrati decessi.
Le spiagge rappresentano la zona maggiormente a rischio, con il 46% dei casi, seguite dalle zone portuali e costiere (40%), piscine naturali (12%) e piscine (2%).
“Il problema dell’annegamento continua ad essere la principale causa di morte accidentale nelle Isole Canarie, spesso derivante da comportamenti imprudenti e mancanza di esperienza”, hanno dichiarato i gestori della campagna, sottolineando l’importanza della prevenzione, responsabilità e buon senso per evitare tali tragedie.

