UCRAINA/RUSSIA. Cambio di strategia nella controffensiva ucraina: i porti nel Mar Nero diventano area di guerra, le petroliere e le navi civili russe sono obiettivi militari. Occhio per occhio, greggio per grano. Il Cremlino furente: siete dei terroristi
Occhio per occhio, greggio per grano. L’autorità marittima ucraina ha diramato una comunicazione ai naviganti che tutti i porti russi del Mar Nero e le aree contigue saranno considerati una “zona a rischio di guerra” a partire da subito. Si tratta di un avviso di sfratto in piena regola alle navi commerciali che trasportano i barili russi attraverso i terminal petroliferi sul Mar Nero: la sicurezza per le imbarcazioni, i loro equipaggi e i lavoratori a terra, impegnati in operazioni mercantili per conto di Mosca non è più garantita. La controffensiva lanciata da Volodymyr Zelensky segna così l’ingresso in una nuova fase che sovrappone i terminal commerciali ai suoi obiettivi militari, ricalcando l’offensiva russa che da giorni prende di mira i silos di grano di Kiev destinato ai Paesi africani.
L’annuncio delle autorità marittime arriva a poche ore di distanze dall’attacco lanciato nella notte da un drone di superficie carico di 450 chili di tritolo contro la petroliera russa Sig nello stretto di Kerch, in acque ucraine riconosciute dalla comunità internazionale, impiegata nei rifornimenti destinati all’esercito russo. La nave, sottoposta a sanzioni statunitensi dal 2019 per aver fornito carburante per aerei alle forze russe in Siria che sostengono il presidente Bashar al-Assad, è una delle migliori cisterne di Mosca e appartiene alla compagnia di navigazione Transpetrochart, che ha sede a San Pietroburgo.
La sala macchine e la sovrastruttura della petroliera sono state danneggiate a causa dell’esplosione. Diversi marinai dell’equipaggio sono rimasti feriti ma non ci sono state vittime. Intanto, sul ponte che collega la Crimea al territorio russo è stato riaperto il traffico dopo che era stato sospeso per circa tre ore nel timore di attacchi.
Un video è stato diffuso dal canale Telegram di Rbc-Ukraine mostrando quello che sarebbe il drone responsabile dell’incursione. “La petroliera era molto carica di carburante, quindi l’esplosione è stata vista anche da lontano”, si legge nel messaggio. Si chiama Magura V5 il motoscafo senza pilota che si candida a disturbare i sonni della Marina russa. Lungo 5 metri e mezzo, i colori che ricordano quelli di uno squalo, il drone navale interamente realizzato in Ucraina può raggiungere una velocità di 78 chilometri orari e ha una grande manovrabilità che lo rende stabile. A lanciare l’attacco sono stati “i servizi militari e la Marina dell’Ucraina” nell’ambito di “una nuova operazione speciale nel Mar Nero”. I servizi segreti ucraini (Sbu) hanno difeso gli attacchi con droni alle navi russe nel Mar Nero, condotti di concerto con la Marina, come “legittimi”, sostenendo che queste si trovavano in “acque ucraine”. “Si tratta di azioni assolutamente logiche ed efficaci”, ha detto il capo dei servizi di intelligence, Vasyl Malyuk, tramite il suo account Telegram. Queste operazioni avvengono in “acque territoriali ucraine e sono quindi assolutamente legittime”. I russi hanno invece condannato gli attacchi come “terroristici”. Se i russi vogliono impedire questi attacchi “devono usare l’unica opzione di uscire dalle nostre acque territoriali e dalla nostra terra, e quanto prima lo faranno meglio sarà per loro”, ha poi aggiunto Malyuk, esprimendo la convinzione che l’Ucraina sconfiggerà “al cento per cento il nemico in questa guerra”.

