Gaetano Mirabella Costa, da otto giorni nel centro migranti della Florida: “Impossibile parlare con un avvocato”
Due cittadini italiani si trovano detenuti nel nuovo centro per migranti irregolari della Florida, soprannominato “Alligator Alcatraz”. Si tratta di Fernando Eduardo Artese, italo-argentino, e del siciliano Gaetano Cateno Mirabella Costa, che ha raccontato la sua esperienza:
“Siamo rinchiusi in gabbie di metallo, come fossimo in un pollaio. È impossibile parlare con un avvocato, nessuno ci dà informazioni precise.”
La situazione dei due italiani è seguita con attenzione dalle istituzioni. Il Consolato Generale d’Italia a Miami e l’Ambasciata italiana a Washington, fa sapere la Farnesina, sono in costante contatto con i familiari dei detenuti e continuano a interfacciarsi con le autorità dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) per ottenere aggiornamenti e tutelare i loro diritti.
Che cos’è Alligator Alcatraz
“Alligator Alcatraz” è il nome non ufficiale – attribuito dai media – di un centro federale di detenzione per migranti irregolari situato nelle Everglades della Florida, una vasta area paludosa abitata da alligatori. Inaugurato nel 2024, la struttura è nota per l’elevato livello di sicurezza e per l’isolamento geografico, che la rende difficilmente accessibile.
Il centro fa parte di un programma di rafforzamento della politica migratoria statunitense avviato durante l’amministrazione di Donald Trump. L’obiettivo dichiarato di questa linea dura è quello di esercitare un effetto deterrente nei confronti dell’immigrazione clandestina, scoraggiando i tentativi di ingresso irregolare attraverso un sistema di trattenimento più rigido e controllato.
Sebbene il centro abbia suscitato alcune critiche da parte delle organizzazioni umanitarie per le condizioni dei detenuti, le autorità federali sottolineano che le misure adottate rispondono alla necessità di garantire ordine, sicurezza e rispetto delle leggi sull’immigrazione.

