In foto Quincy Jones negli anni ’80, da Los Angeles Times
La musica mondiale saluta Quincy Jones, una delle menti più brillanti e influenti del panorama musicale del XX secolo. Nato nel 1933 a Chicago, Jones ha attraversato una lunga carriera che ha abbracciato diversi generi, dall’inizio nel jazz fino al pop e al soul, trasformandolo in un maestro indiscusso del mondo discografico.
Fin dagli anni ’50, Quincy si era già affermato come trombettista di talento. Dopo aver collaborato con leggende come Lionel Hampton e Dizzy Gillespie, iniziò a coltivare la passione per la produzione e l’arrangiamento, trasferendosi a Parigi per approfondire i suoi studi. Tornato negli Stati Uniti, Quincy fece storia: negli anni ’60 diventò uno dei primi afroamericani a ricoprire ruoli dirigenziali nella discografia presso la Mercury Records, aprendo la strada a una generazione di musicisti neri.
Le sue collaborazioni iconiche iniziarono a moltiplicarsi: nel 1964 Jones divenne il direttore d’orchestra di Frank Sinatra, segnando l’inizio di una collaborazione e un’amicizia che diedero vita a produzioni straordinarie, come “It Might as Well Be Swing” e “Sinatra at the Sands”. Negli anni ’70, Quincy si trovò a lavorare su colonne sonore di successo per film, inclusi Il colore viola e In Cold Blood, contribuendo a definire l’atmosfera musicale hollywoodiana.
Tuttavia, il suo contributo più celebrato rimane quello con Michael Jackson. Come produttore di “Off the Wall” (1979), “Thriller” (1982) e “Bad” (1987), Quincy Jones rese l’artista il “Re del Pop” e portò alla luce uno stile musicale che avrebbe definito un’era. “Thriller”, con vendite oltre i 65 milioni di copie, è tuttora uno degli album più venduti di sempre e rappresenta il punto culminante della collaborazione creativa tra Jones e Jackson. Quincy seppe mescolare pop, funk e rock con un’abilità unica, raggiungendo un pubblico planetario.
Jones, durante la sua carriera, ha ricevuto ben 28 Grammy su un totale di 80 nomination, un record che testimonia il suo impatto duraturo. Fondatore della rivista VIBE e impegnato in diverse cause umanitarie e sociali, Quincy Jones ha sempre usato la propria influenza per aprire le porte a giovani talenti e promuovere la diversità.
Il mondo della musica perde un genio e un innovatore, la cui eredità continuerà a ispirare le future generazioni.

