“Quando l’ho vista, là per terra, mi sono dovuta arrendere. Ho sperato fino all’ultimo che non fosse andata così ma lo sapevo, avevamo già troppi elementi. Vedere Giulia ridotta in quello stato è stata una forte prova emotiva”. La maggiore Daniela Nuzzo è la comandante della compagnia di Rho, e la cittadina di Senago è tra le arie di sua competenza. Lavorando direttamente sul territorio è stata tra i primi ad attivarsi dopo la denuncia di scomparsa di Giulia Tramontano e così tra i primi a ritrovarla.
“Sin da subito io e il comandante di stazione di Senago abbiamo avuto dei dubbi. L’indagato nella denuncia diceva che Giulia si era portata via dei soldi, il passaporto, effetti personali, poteva essere anche plausibile che se ne fosse andata dopo dei litigi di quel tenore. In cuore mio c’era l’ottimismo di pensarlo, di sperarlo. Ma io faccio questo lavoro da quando ho 19 anni, già da subito siamo formati per andare oltre le apparenze, e i segnali che avevamo hanno fatto traballare l’ipotesi messa in campo dall’indagato”.
Daniela Nuzzo parla anche del momento in cui è arrivata sul posto del ritrovamento: “Fino all’ultimo ho sperato non fosse vero, non potevo credere che fosse andata così, ma quando l’ho vista là è stata come una resa all’idea, brutale e terribile”.

