Andrea Canessa, 57 anni, di Grosseto, racconta di essere stato costretto a scendere in strada con la sua sedia a rotelle semi-elettrica perché il marciapiede era impraticabile: «Non ci sono neanche le rampe di discesa, mi sarei cappottato».
Mentre procedeva lentamente sul bordo della carreggiata, un’auto gli è piombata addosso da dietro, travolgendolo e facendolo cadere sull’asfalto. L’automobilista non si è fermato a prestare soccorso ed è fuggito. «Sono rimasto a terra, per fortuna un altro conducente si è fermato e mi ha aiutato», racconta Andrea, che da otto anni si muove in carrozzina a causa di un precedente incidente.
L’incidente
L’impatto è avvenuto intorno alle 22:40 del 24 luglio scorso, in via Giusti. «Come ogni sera stavo prendendo un po’ d’aria — spiega — ma sul marciapiede non si riesce a passare. Tra buche, tombini e mancanza di scivoli, è impossibile restare in equilibrio».
Dopo la caduta, è stato soccorso e trasportato in ospedale per accertamenti. «Per fortuna non ho riportato fratture, ma i dolori sono forti e ancora oggi faccio fatica a sollevare le braccia», aggiunge.
Quindici giorni dopo, la polizia municipale ha rintracciato l’automobilista, che ha negato di essersi accorto dell’impatto.
La multa
Due mesi dopo l’incidente, però, Andrea ha ricevuto una raccomandata inaspettata: una multa da 42 euro. Secondo il verbale, avrebbe violato il Codice della strada perché circolava sulla carreggiata “nonostante l’esistenza del marciapiede munito di scivoli per salita e discesa”.
Una spiegazione che Andrea contesta: «Quel marciapiede è pieno di ostacoli, impossibile da percorrere con una sedia a rotelle. Eppure, per la legge, sono io quello in torto».
Il paradosso è evidente: vittima di un investimento e, allo stesso tempo, sanzionato perché cercava semplicemente di muoversi in sicurezza dove il marciapiede non lo permetteva.
