Le associazioni di categoria Ashotel e Aero, insieme a sei sindacati, proseguono un estenuante percorso negoziale per cercare un accordo che garantisca la pace sociale in un periodo tanto delicato.
Nemmeno l’arrivo della tempesta Olivier ha portato, in questo lunedì carico di tensione (e confusione), a un accordo in grado di scongiurare lo sciopero del settore turistico (alloggio e ristorazione) nelle Isole Canarie previsto per Giovedì e Venerdì Santo. L’intesa sembra ormai a un passo, ma all’orizzonte si profilano nubi minacciose, che fanno temere una tempesta di proporzioni epiche.
I rappresentanti dell’Associazione Alberghiera ed Extra-alberghiera della provincia di Santa Cruz de Tenerife (Ashotel) e dell’Associazione degli Imprenditori della Ristorazione e del Tempo Libero (Aero) si sono riuniti ieri con i sindacati SBC, FSOC, IC, UGT, USO e successivamente con Comisiones Obreras (CC.OO.), nel tentativo di trovare una via d’uscita alla crisi.
L’obiettivo delle associazioni datoriali era aprire il tavolo per il rinnovo del contratto collettivo, affrontando le richieste dei lavoratori. Tuttavia, i sindacati non si accontentano di vaghe promesse: chiedono un impegno concreto sui motivi che hanno portato ai due preavvisi di sciopero, e avanzano la proposta di un aumento salariale straordinario, per compensare la perdita del potere d’acquisto. «Le aziende hanno raggiunto fatturati e utili da record nel 2023 e 2024 – ricordano – con introiti per 24 miliardi di euro lo scorso anno e previsioni positive per il 2025».
Le posizioni restano però “molto distanti”, e i colloqui sembrano una ginnastica diplomatica fatta di contorsioni verbali. Tra le richieste dei lavoratori figura anche una maggiore flessibilità oraria per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familiare, ma il dialogo appare bloccato.
«La continua chiusura sul fronte salariale è inaccettabile», ha ribadito Manuel Fitas, del sindacato Sindicalistas de Base. A causa di un improvviso irrigidimento delle posizioni, l’incontro si è chiuso senza la firma del verbale. «Abbiamo chiarito che questa non è una semplice trattativa sul contratto», ha spiegato Carlos Castillo (CC.OO.). «Abbiamo messo sul tavolo una proposta e ora restiamo in attesa. Le associazioni datoriali non ci sono sembrate molto ricettive». Il tempo stringe, ma le parti tentano ancora di trovare un compromesso entro la mezzanotte di mercoledì 16 marzo.
«Il Consiglio Direttivo ci ha autorizzati a negoziare il contratto, ed è su questa base che ci muoviamo», ha dichiarato Juan Pablo González, direttore generale di Ashotel. Sulle isole occidentali, inoltre, si aggiunge un ulteriore elemento di tensione: la sentenza sulla causa per l’anzianità dei lavoratori, attesa per il 29 aprile.
Nel caso in cui le trattative fallissero, i sindacati sono pronti alla mobilitazione: sono già state richieste le autorizzazioni per manifestazioni e cortei, con presìdi informativi davanti agli hotel e vere e proprie “processioni” di protesta nelle principali aree turistiche del sud di Gran Canaria e Tenerife.

