La Svezia, nota per essere stata tra i pionieri nell’adozione dei pagamenti elettronici, sta rivedendo la sua posizione riguardo all’uso del contante. Recentemente, la Riksbank, la banca centrale svedese, ha pubblicato un rapporto che mette in guardia sui rischi associati a una società completamente priva di contante, soprattutto in relazione a potenziali attacchi informatici.
Fino a poco tempo fa, la Svezia era considerata uno dei paesi più avanzati nell’eliminazione del contante. Secondo dati precedenti, meno del 2% dei pagamenti avveniva in contanti, con la maggior parte delle transazioni effettuate tramite carte di credito o applicazioni mobili come Swish. Molti esercizi commerciali avevano adottato politiche “cash free”, rifiutando l’uso di banconote e monete.
Tuttavia, l’aumento delle tensioni geopolitiche e la crescente minaccia di attacchi cibernetici hanno spinto le autorità svedesi a riconsiderare l’importanza del contante come misura di sicurezza. Il governo ha iniziato a promuovere l’uso del denaro fisico, temendo che una totale dipendenza dai sistemi digitali possa rendere il paese vulnerabile a interruzioni in caso di cyberattacchi. A dicembre, il governo ha pubblicato i risultati di un’indagine che proponeva di obbligare alcuni esercenti pubblici e privati ad accettare contanti, una raccomandazione che la Riksbank ha sostenuto per garantire la resilienza del sistema dei pagamenti.
Questa inversione di tendenza sottolinea la necessità di un equilibrio tra innovazione tecnologica e sicurezza nazionale. Mentre i pagamenti digitali offrono convenienza e tracciabilità, il contante rappresenta una forma di pagamento resiliente alle minacce cibernetiche. La Svezia, insieme ad altri paesi nordici come la Norvegia, sta quindi adottando misure per garantire che il contante rimanga una valida alternativa, soprattutto in situazioni di emergenza.
In conclusione, l’esperienza svedese evidenzia l’importanza di mantenere una pluralità di metodi di pagamento per garantire la sicurezza e la continuità economica, specialmente in un’era caratterizzata da crescenti minacce informatiche.

