Nella periferia nord di Torino, una notte movimentata ha tenuto impegnate le forze dell’ordine con episodi che sembrano usciti da un film d’azione.
Il “samurai” di via Botticelli
Sono le due del mattino quando un uomo di 46 anni, armato di katana, vaga per via Botticelli. Un residente della zona, spaventato dalla scena surreale, allerta immediatamente i carabinieri: “C’è una persona con una spada in mezzo alla strada!”. Quando le pattuglie arrivano sul posto, l’uomo si rifiuta di deporre l’arma e, anzi, sfida i militari: “Sparatemi pure, sono un highlander!”.
La situazione rischia di degenerare: uno degli agenti estrae il taser come ultimo avvertimento, ma l’uomo non arretra. Solo l’arrivo di una seconda pattuglia riesce a farlo desistere. Fermato e portato all’ospedale Martini, gli esami rivelano nel suo sangue un alto tasso di psicofarmaci. Il 46enne è stato poi arrestato con l’accusa di porto abusivo d’armi e minaccia a pubblico ufficiale.
Ladri in azione nella notte
Nelle stesse ore, poco distante, tre giovani – rispettivamente di 22, 19 e 18 anni – si introducono in un’abitazione di via Mercadante, convinti di poter agire indisturbati. Il loro piano, però, va in fumo quando scatta l’allarme. I carabinieri li sorprendono mentre stanno rovistando nei cassetti alla ricerca di una cassaforte. Bloccati sul posto, i tre vengono arrestati: nessuno di loro ha una residenza fissa.
Il disagio giovanile nella periferia torinese
Gli episodi della notte scorsa non sono casi isolati. Il crescente disagio giovanile nelle periferie torinesi è una realtà sempre più evidente. Emblematico il caso di Carlo, un 19enne dal carattere turbolento. Dopo la fine di una relazione, il ragazzo ha iniziato una spirale autodistruttiva fatta di reati e violenza: prima l’assalto a un bar, poi una tentata rapina alle poste armato di forbici.
Nonostante fosse stato posto agli arresti domiciliari, l’assenza di un braccialetto elettronico gli ha permesso di evadere e mettere a segno un’altra aggressione. Sul treno ha minacciato un 16enne, costringendolo a consegnare cellulare, cuffie e orologio. La sua fuga, però, è durata poco: le telecamere di sorveglianza hanno registrato tutto, permettendo alle forze dell’ordine di identificarlo e arrestarlo nuovamente.
Una notte di caos che racconta, ancora una volta, il lato oscuro delle periferie torinesi.

