Una sentenza emessa lo scorso venerdì dà ragione ai denuncianti sulla concessione d’uso approvata nel 2018 dall’ex assessore all’Urbanistica Luis García, destituito il 15 gennaio.
La giudice Nuria María del Prado Medina Martín, magistrata del Tribunale del Contenzioso-Amministrativo numero 4 di Santa Cruz de Tenerife, ha accolto il ricorso contro il Comune di Arona e ha confermato, in una sentenza del 24 gennaio, che il terreno su cui sorge il controverso capannone industriale di Guaza non avrebbe dovuto essere riconvertito a uso commerciale, come invece deciso nel 2018 dall’allora assessore all’Urbanistica Luis García (ex PSOE, ora Más por Arona), rimosso dall’incarico lo scorso 15 gennaio dalla sindaca attuale, Fátima Lemes (PP), insieme ad altri tre assessori del suo partito.
La sentenza, dunque, dà ragione ai denuncianti che avevano presentato un ricorso contro la concessione dell’uso commerciale del terreno. Questo cambiamento aveva permesso all’imprenditore Diego Cano (promotore del centro commerciale Arts, che ha contribuito alla rottura del governo socialista) di venderlo due mesi dopo alla società di noleggio auto Cicar per 5,5 milioni di euro.
Il Comune di Arona non si è opposto al ricorso
Nel processo ordinario, il Comune di Arona è stato rappresentato da un avvocato del Cabildo di Tenerife, mentre come parti codemandate figuravano la società Melisofi Consulting SL e Cicar. I denuncianti avevano impugnato la delibera dell’allora assessore, risalente al 15 giugno 2018 (numero 4.224), che concedeva la licenza d’uso consolidato a Melisofi Consulting, chiedendone l’annullamento in quanto non rispettava i requisiti legali e non aveva seguito il processo corretto per la riconversione.
Il Comune non si è opposto al ricorso, ritenendo che fosse già in corso una revisione d’ufficio e che, “per mancanza di personale e risorse, non fosse stata emessa una risoluzione esplicita”. Le società codemandate, invece, si erano opposte alla dichiarazione di nullità.
Il tribunale riconosce l’irregolarità della delibera
La giudice ha rilevato che, poiché il Comune ha riconosciuto l’irregolarità della delibera impugnata, non era necessario approfondire il merito della questione, consentendo così di accogliere il ricorso e annullare la concessione d’uso commerciale del capannone.
Allo stesso tempo, la magistrata ha respinto la richiesta di rigetto avanzata dalle due società codemandate, sottolineando che, “in quanto semplici parti interessate, la loro opposizione è meramente formale e non può influenzare l’esito della sentenza, dato il riconoscimento della nullità da parte dell’amministrazione”.
Di conseguenza, il tribunale ha accolto il ricorso senza imporre spese processuali a nessuna delle parti.
Un caso che ha influito sulla crisi del governo locale
La sentenza impedisce quindi che il capannone possa essere utilizzato per scopi commerciali. Gli impianti, utilizzati in passato da aziende come Renault, erano rimasti in disuso per anni su un terreno classificato come agricolo, ma negli ultimi tempi vi erano stati effettuati lavori di miglioramento e ampliamento, nonostante una risoluzione contraria emessa lo scorso settembre dall’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale.
L’ultima decisione rilevante prima della sentenza è stato il sequestro del cantiere decretato dall’ex assessore Luis García l’8 gennaio. Tuttavia, una settimana dopo, García è stato rimosso dalla sindaca Lemes, che ora governa con Vox e Coalición Canaria, sebbene senza maggioranza assoluta, a meno che il consigliere di Nueva Canarias non decida di sostenerla dall’esterno, ipotesi al momento scartata.
Sebbene non sia stato il solo motivo della rottura tra Lemes e Más por Arona, la vicenda del capannone industriale e il suo sequestro hanno contribuito alla crisi del governo locale nato dalle elezioni del 28 maggio 2023. Un fattore determinante è stata anche una riunione avvenuta il 13 dicembre tra la sindaca e il direttore di Cicar alle Canarie, Mamerto Cabrera, alla quale hanno partecipato tecnici dell’Urbanistica, ma non l’allora assessore al settore.

