Dario Gabriele Mora, meglio conosciuto come Lele Mora, è stato uno degli agenti più potenti dello spettacolo italiano, protagonista indiscusso delle feste esclusive in Costa Smeralda, a Milano e nella famosa villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. Oggi, però, la sua vita è profondamente cambiata.
Dopo aver attraversato scandali giudiziari, come Vallettopoli e il caso Ruby, e problemi con il fisco, Mora si è reinventato. A Torino, tra le bancarelle del mercato chic di piazza Benefica, l’ex re del jet set vende pellicce vintage con lo stesso entusiasmo di un tempo. «C’è chi mi dice: “Guarda come ti sei ridotto, dalle stelle alle stalle”. Ma io non mi sento così. Ho sempre fatto ciò che mi piace e continuo a farlo anche oggi. Stare in mezzo alla gente comune mi diverte, mi fa sentire bene», racconta a La Stampa.
Tra le sue pellicce, i prezzi oscillano dai 2.000 ai 5.000 euro, ma non mancano sconti generosi: «Questa costerebbe 3.500 euro, ma noi la diamo via a 800», dice sorridendo. Per Mora, il passaggio da manager di star a venditore è solo un cambio di scenario: «Vendere è una dote innata. Che siano vip o pellicce, il principio non cambia».
Il legame con Berlusconi e il rifiuto della tv
Nonostante il mondo dello spettacolo continui a cercarlo, Mora ha scelto di mantenere le distanze: «Ricevo ancora molti inviti per partecipare a programmi televisivi, ma rifiuto. So bene che vogliono solo parlare del mio rapporto con Silvio Berlusconi. Non mi sembra elegante».
Il legame con Berlusconi è un ricordo prezioso, un’eredità emotiva che custodisce con orgoglio: «Silvio era un genio, un imprenditore straordinario. Siamo stati amici per 40 anni, condividevamo le stesse origini umili. Anche lui, come me, veniva dal nulla ed è riuscito a fare grandi cose. Questo ci ha sempre uniti».
Oggi, Mora riflette con serenità sul passato, senza rimpianti né nostalgia. «Non ho mai dimenticato chi sono. Il successo non mi ha mai cambiato, non ho mai avuto deliri di onnipotenza. In questo mondo, diventare famoso è facile, ma cadere nel dimenticatoio lo è altrettanto».
Tra le pellicce della sua bancarella, Lele Mora sembra aver trovato una nuova dimensione, lontana dai riflettori, ma vicina a ciò che, per lui, conta davvero: la semplicità e il contatto diretto con la gente.

